05.07.2007
In piedi in pochi giorni con la “Discoplastica”
Grazie ad una protesi artificiale, questa tecnica rimette a posto la colonna in tempi record, ridando piena mobilità al tratto lombare.

Tornare subito efficienti dopo un intervento alla colonna, abbattendo di 5 volte i tempi di recupero: non più 4 - 8 mesi ma appena una ventina di giorni.

E’ quanto permette la discoplastica, tecnica consolidata che trova molti consensi negli Usa ma è ancora poco diffusa in Europa e in Italia, nonostan-te nel nostro Paese ci siano migliaia di over 40 con degenerazione dei dischi vertebrali.

Grazie ad una protesi artificiale, questa tecnica rimette a posto la colonna in tempi record, ridando piena mobilità al tratto lombare.

Gli specialisti europei, ortopedici e neurochirurghi della colonna vertebrale, lanciano uno studio per confermare l’efficacia della nuova tecnica: nove i paesi coinvolti, l’Italia partecipa con l’IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. 

La discoplastica è un intervento che prevede la sostituzione del disco danneggiato con una protesi artificiale, la cui funzione è quella di riprodurre meccanicamente nel modo migliore possi-bile il movimento, con caratteristiche simili ad un disco sano. La mobilità del tratto lombare viene quindi mantenuta con tempi di recupero estremamente brevi. I pazienti infatti sono già in piedi il giorno dopo l’intervento e possono iniziare un attività fisica moderata, passati soli 20-25 giorni dall’operazione. In altre parole si riducono i tempi di riabilitazione, che con la vecchia tecnica di fusione possono variare dai 4 agli 8 mesi .

Abbiamo avviato uno studio multicentrico che a livello internazionale intende valutare su larga scala le indicazioni ed i risultati di tale procedura chirurgica così da identificare correttamente i potenziali pazienti ed utilizzare al meglio tale tecnica” ha affermato Bassani, Chirurgo ortopedico e vertebrale della Divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’IRCCS Sam Matteo di Pavia, l’operazione avviene in anestesia generale ed attraverso un incisione anteriore sul basso addome. 

L’artoplastica è un intervento chirurgico per cui le parti danneggiate di un'articolazione vengono sostituite con protesi in materiale sintetico o leghe metalliche, grazie alle quali l'articolazione riacquista la propria normale funzionalità. Largamente usata da molti anni per l’anca ed il ginocchio, è invece solo da poco impiegata per trattare la malattia degenerativa dei dischi vertebrali a livello lombare e cervicale. Ancora oggi infatti, per la patologia del disco vertebrale, si ricorre ad interventi chirurgici tradizionali e collaudati ma più invasivi come la fusione spinale, che consiste nel bloccaggio, attraverso un sistema di viti, placche e innesti, di due ‘corpi’ vertebrali risolvendo il dolore attraverso l’annullamento Direzione del Policlinico Unità di Valutazione delle Tecnologie del movimento che lo genera. 

Interventi che facciano ricorso a sistemi di fusione, che bloccano i corpi vertebrali per risolvere il dolore, saranno probabilmente la seconda scelta in quanto definitivi e senza ritorno. Con la moderna tecnica si riducono anche il sovraccarico e l’usura precoce dei dischi vertebrali adiacenti, che la chirurgia di fusione tradizionale provoca nei soggetti giovani.

 

Fonte: 08-10-2007, http://.italiasalute.leonardo.it