17.04.2008
La macchina che legge il pensiero non è più fantascienza
Il nuovo dispositivo consentirà in futuro di registrare attraverso uno scanner l'attività del cervello.

Uno delle sfide più affascinanti lanciate dalle neuroscienze negli ultimi anni e da sempre fonte di grande suggestione e interesse, è quella di riuscire a leggere ed interpretare i contenuti dell’attività cerebrale o per meglio dire il pensiero.

Già in passato alcuni studi effettuati tramite l’utilizzo della Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI) erano riusciti (attraverso la decodifica dell’attività della corteccia visiva) a decifrare l’orientazione, la posizione e la tipologia di alcuni oggetti osservati da un individuo.


Tali risultati si sono ben presto rivelati limitati in termini di prospettive di sviluppo, in quanto basati sull’ elaborazione di misurazioni pregresse (non in tempo reale) di potenziali evocati da semplici stimoli nervosi o dalla visione di oggetti standard (per esempio facce, case, etc.).

 

Per superare queste limitazioni, un gruppo di ricercatori americani ha sviluppato un modello quantitativo basato sulle tecniche didecodifica del campo recettivo, capace di  caratterizzare la relazione fra gli stimoli visivi e l’attività (visualizzata tramite fMRI) dell’area visiva cerebrale.
 

 

Sulla base di questa nuova metodica è stato sviluppato una nuova strumentazione capace di decodificare ed elaborare gli stimoli cerebrali.

Il nuovo dispositivo consentirà di registrare (attraverso uno scanner) l'attività del cervello mentre un individuo osserva centinaia di foto a colori e in bianco e nero. Esaminando l'attività cerebrale, senza sapere quale immagine la persona stia guardando, il computer fa quindi la sua predizione di quello che la persona ha guardato

Lo scanner computerizzato usato per il test può scattare solo tre o quattro immagini al secondo. Scanner più sofisticati e complessi potranno, in futuro, leggere con maggiore accuratezza l'attività cerebrale e confrontarla con un più ampio numero di immagini Su un totale di 120 immagini,la predizione è giusta nove volte su dieci. Su 1000 immagini, è giusta otto volte su dieci.

 

Lo studio solleva la possibilità che in futuro possa essere possibilevisualizzare scene dai sogni di una persona o da ricordi che sono stati dimenticati. Ma ciò comporta anche l'ipotesi di interrogatori in cui si vada alla ricerca di "crimini del pensiero", soltanto immaginati e mai compiuti, suscitando apprensione per le violazioni della privacy e dei diritti civili. 

 

Fonte: Nature – Vol 452, 20 March 2008;

Recensione www.repubblica.it, Marzo 2008