16.05.2007
Il prolasso genitale e la chirurgia
Il prolasso genitale e' una condizione altamente invalidante con importanti implicazioni psicologiche e sessuologiche per la donna; talvolta si puo' accompagnare a deficit di continenza urinaria e fecale.

Il prolasso genitale
Il prolasso genitale è una condizione altamente invalidante con importanti implicazioni psicologiche e sessuologiche per la donna; talvolta si può accompagnare a deficit di incontinenza urinaria e fecale.

Colpisce maggiormente le donne di razza bianca con un’età maggiore di 50 anni ma è frequente il suo riscontro anche in donne più giovani.
L’identificazione delle cause (eziopatogenesi) è multifattoriale, legata soprattutto alla gravidanza e al parto, circa il 50% delle donne che partoriscono riportano un danno nei supporti pelvici, di queste il 10-20% richiede cure mediche per i sintomi.

Nella popolazione generale, in una fascia di età compresa tra i 20 e i 50 anni, il prolasso ha una prevalenza del 15% con incrementi all’aumentare dell’età;  tra i 20 ed i 29 anni la prevalenza è del 6.6%, sale invece al  30% nelle donne di età compresa tra i 50 e 69 anni.

Il trattamento chirurgico
Il trattamento del prolasso genitale è prevalentemente chirurgico; negli Stati Uniti quattrocentomila sono le procedure chirurgiche eseguite ogni anno per prolasso genitale e incontinenza urinaria.

Diverse sono le tecniche utilizzate ma il più delle volte si attua la rimozione del viscere uterino per via vaginale (colpoisterectomia) e la ricostruzione dei piani fasciali che garantiscono supporto alla vescica e al retto. Ciò viene effettuato attraverso procedure chirurgiche che prevedono il rinforzo delle fasce  presenti  tra vescica e vagina anteriormente e vagina e retto posteriormente.


L’utilizzo di strutture verosimilmente deboli può esporre la donna ad un rischio di recidiva con un'incidenza tra il 5% ed il 30% a seconda dell’organo interessato (vescica, utero, retto) ed ogni successivo intervento espone la donna ad un rischio maggiore di reintervento.

I tassi di successo per gli interventi di chirurgia vaginale sono del 77-99% e di soddisfazione delle pazienti del 89-90%. I dati riportati sono relativi la sospensione alta agli utero-sacrali, intervento di chirurgia vaginale, i cui vantaggi sono la buona abitabilità ed il mantenimento dell’asse longitudinale vaginale che forniscono una migliore funzionalità dell’organo.


A cura di: Prof. Caruso Alessandro, Dott. Paradisi Giancarlo