16.03.2009
Progettato il primo microscopio in “tomografia” per la diagnosi precoce dei tumori in 3D
un nuovo tipo di microscopio che visualizza le cellule in tre dimensioni, un innovazione che potrà innescare grandi progressi nel campo della diagnosi precoce dei tumori.

I ricercatori dell’Università di Washington hanno sviluppato un nuovo tipo di microscopio che visualizza le cellule in tre dimensioni, un innovazione che potrà innescare grandi progressi nel campo della diagnosi precoce dei tumori.

Eric Seibel, ingengere meccanico e professore associato dell’Università di Washington, in collaborazione con una nota azienda del comparto biomedico, ha sviluppato un nuovo sistema il cui principio di funzionamento si basa sulla rotazione delle cellule sotto la lente del microscopio.

Il nuovo microscopio è denominato Cell-CT, così chiamato in quanto riproduce su una scala molto piccola, il funzionamento di un Tomografo TC, dove al posto dei raggi X viene utilizzata la luce visibile.

Nel microscopio Cell-CT le cellule vengono incastonate in un gel e poste all’interno di un tubo di vetro: il tubo ruota intorno a se stesso ed è ripreso da una telecamera posta di fronte ad esso, ad una distanza fissa. Durante la rotazione vengono acquisite centinaia di immagini, tali immagini vengono successivamente processate in digitale e ricostruite in un'unica imdemagine tridimensionale attraverso l’utilizzo di un opportuno software proprietario.

La visualizzazione in 3-D può fornire un valido aiuto nella diagnosi precoce del cancro, infatti mentre la metodica attuale prevede l’utilizzo di immagini in due dimensioni, nelle quali viene analizzata forma e grandezza delle cellule, l’utilizzo di un immagine tridimensionale può fornire informazioni più precise e dettagliate, dal momento che consente la visualizzazione della forma e della grandezza della cellula da qualsiasi angolazione.

In altri termini con il nuovo microscopio è possibile effettuare un analisi quantitativa e qualitativa delle cellule; in particolare, scansioni ripetute nel tempo, consentono di rilevare le eventuali modifiche/ variazioni nella forma e nel volume delle cellule indotte da determinate patologie.

I primi studi pubblicati hanno dimostrato che il nuovo microscopio ha un’accuratezza tre volte superiore rispetto ai sistemi tradizionali usati nella diagnosi dei tumori.