15.10.2007
Strumenti giuridici per combattere sovrappeso e obesità?
Law as a Tool to Facilitate Healthier Lifestyles and Prevent Obesity

È opportuno adottare strumenti giuridici per controllare il sovrappeso, combattere l’obesità e favorire stili di vita più salutari?

La giustificazione di tale approccio sarebbe legata alla sempre maggiore diffusione di livelli “epidemici” di sovrappeso e obesità nella popolazione, la possibile prevenzione di morbilità e mortalità e le notevoli disparità sanitarie tra le varie etnie e classi socioeconomiche.

Negli Stati Uniti nel 2003 le spese mediche derivanti dall’obesità hanno raggiunto i 75 miliardi di dollari. I consumatori spesso sono inconsapevoli del valore nutrizionale o degli effetti dannosi degli alimenti. Le etichette sui cibi sono poco trasparenti ed i ristoranti non forniscono alcuna informazione. Il governo può esigere che le ditte informino sul valore nutritivo e forniscano avvisi per la salute.

Nella causa “Pelman contro McDonald’s” l’attore ha citato in giudizio McDonald’s per una presunta rappresentazione ingannevole dei benefici nutritivi degli alimenti dei ristoranti della catena. Tuttavia, le cause legali in materia alimentare risultano impopolari. 

L’industria alimentare spende undici miliardi di dollari negli USA l’anno in attività promozionali rivolte ai giovani, servendosi di internet, e trasmissioni televisive popolari. I ragazzi americani sono esposti in media a 40.000 messaggi pubblicitari su prodotti alimentari ogni anno.

La pubblicità influenza le abitudini alimentari dei giovani e i comportamenti d’acquisto dei genitori. Inoltre, per ottenere fondi, le scuole permettono alle ditte alimentari di vendere e reclamizzare prodotti negli edifici scolastici.

Il governo, può esigere il rispetto delle linee guida nutrizionali, o vietare la vendita di determinati prodotti in distributori automatici, negozi, bar. La tassazione dei cibi dannosi, “tassa sul cibo spazzatura” o “dazio sulle merendine”, potrebbe scoraggiarne l’acquisto. Un’imposta di 1 centesimo di dollaro ogni 300 millilitri di bibita gassata farebbe incassare 1,5 miliardi di dollari l’anno, proventi simili si realizzerebbero tassando caramelle ed altri snack.

 

L’Organizzazione mondiale della sanità si è impegnata a sostenere il progetto, sottolineando che un sistema di tasse potrebbe modificare positivamente le abitudini d’acquisto.

 

Fonte: Lawrence O. Gostin, JAMA, January 3, 2007—Vol 297, No. 1 87