21.10.2009
Cos’è l’osteoporosi?
L’Osteoporosi è la malattia più comune del sistema scheletrico. Consiste nella progressiva riduzione del contenuto minerale osseo e cioè essenzialmente nella perdita di calcio nelle ossa che diventano così più fragili e facilmente fratturabili.

L’Osteoporosi è la malattia più comune del sistema scheletrico.

Consiste nella progressiva riduzione del contenuto minerale osseo e cioè essenzialmente nella perdita di calcio nelle ossa che diventano così più fragili e facilmente fratturabili.

 

L’osso è una struttura “dinamica” che subisce un continuo rimodellamento lunga tutta la vita.

 

Questo fenomeno è dovuto a un riassorbimento dell’osso “vecchio” da parte di cellule chiamate osteoclasti e una ricostruzione di osso “nuovo” da parte di altre cellule, gli osteoblasti.

Quando si crea uno squilibrio tra queste due attività, con prevalenza della distruzione sulla ricostruzione, si ha l’osteoporosi.

 

 

Sintomi
E’ bene chiarire che l’osteoporosi è sostanzialmente priva di sintomi e di per sé non dà dolore e non va pertanto confusa con l’artrosi o con l’artrite.
La conseguenza più grave dell’osteoporosi è la frattura dell’osso.

Di gran lunga più frequenti sono le fratture vertebrali cioè della colonna, seguite da quelle del femore.

Le fratture invece, sebbene talora possano essere asintomatiche, spesso sono molto dolorose.
Alla lunga le fratture della colonna possono deformarla e curvarla determinando una riduzione dell’altezza della persona.

 

 

Cause
La causa più importante di osteoporosi è l’invecchiamento. In particolare dopo i 50 anni si ha un ridotto assorbimento di calcio in ambedue i sessi che causa un ridotto contenuto di calcio nell’osso.

Questo fenomeno è molto più marcato nelle donne perché la menopausa, attraverso la brusca caduta degli estrogeni, si associa a una ridotta incorporazione di calcio nelle ossa.
Molte altre condizioni possono però concorrere all’osteoporosi.
In particolare possono causare osteoporosi:

malattie endocrine come l’eccessivo funzionamento della tiroide (ipertiroidismo) o delle paratiroidi (iperparatiroidismo) o il difetto di testosterone nel maschio (ipogonadismo)

  • la menopausa precoce nella femmina.
  • l’insufficienza epatica
  • l’uso di alcuni farmaci e soprattutto del cortisone.
  • il malassorbimento (per esempio la celiachia) e la malnutrizione (inclusa l’anoressia nervosa).
 
 

 

A cura di Prof. Corsello Salvatore