12.11.2009
Somministrazione del farmaco direttamente nelle cellule bersaglio
Si stanno studiando i possibili e diversi modi per introdurre un farmaco in specifiche cellule, eliminando i possibili effetti negativi sul resto del corpo.

La possibilità di rilasciare un farmaco direttamente nella cellula bersaglio è

un’area di ricerca tra quelle attualmente maggiormente in evidenza nel mondo scientifico.

In particolare si stanno studiando i possibili e diversi modi per introdurre un farmaco in specifiche cellule eliminando i possibili effetti negativi sul resto del corpo.

Ricercatori dell’Università “Queen Mary” di Londra e dell’Università “Jacobs” di Brema, hanno creato microcapsule polimeriche punteggiate da nanoparticelle di oro che rompendosi, a seguito dell’esposizione a raggi ultravioletti rilasciano le sostanze contenute in esse, all’interno della cellula.

Le capsule sono create avvolgendo minuscole particelle di silice con strati di polimero; durante questo processo le pareti delle capsule sono arricchite con nanoparticelle di oro, e successivamente le particelle di silice sono dissolte in acido, lasciando le capsule vuote all’interno.

Le capsule vengono, quindi, riscaldate in una soluzione che contiene la
sostanza che deve essere rilasciata nella cellula; il calore fa restringere le
capsule, intrappolando parte della soluzione in cui sono immerse.

Una volta inserita nella cellula attraverso la tecnica dell’elettroporazione, la capsula impedisce che la sostanza in essa contenuta venga metabolizzata.

Ma quando viene esposta alla luce ultravioletta, le nano particelle di oro inserite nella parete della capsula, si riscaldano provocando la rottura della parete ed il rilascio della sostanza.

Questa tecnologia è un utile strumento di ricerca in vitro, in quantopermette di studiare la funzionalità cellulare in maniera quantitativa; inoltre essa potrebbe rilevarsi molto utile nella pratica clinica, per la possibilità di rilasciare il medicinale direttamente nelle cellule target o nel sito chirurgico (senza dover aprire nuovamente il paziente) e per la terapia genica.

In questa fase ancora sperimentale i ricercatori hanno dimostrato che i peptidi (immessi nelle capsule) sono rilasciati con successo in cellule viventi, ma nel prossimo futuro la speranza è di poter utilizzare i farmaci.

Altri ricercatori hanno creato capsule che funzionano con un approccio simile, utilizzando nanotubi di carbonio che si riscaldano se esposti al raggio laser.


Fonte: Kremen R. in www.technologyreview.com