09.03.2008
Un virus per la ricostruzione dei nervi danneggiati
Alcuni virus capaci di simulare le funzioni strutturali delle matrici cellulari, potrebbero un giorno agevolare la ricostruzione dei nervi spinali danneggiati.

Alcuni virus capaci di simulare le funzioni strutturali delle matrici cellulari, potrebbero un giorno agevolare la ricostruzione dei nervi spinali danneggiati.

Contrariamente a quanto avviene con gli attuali biomateriali, che devono essere sintetizzati e modellati in laboratorio, i virus geneticamente modificati riescono a replicarsi ed assemblarsi in maniera autonoma.

Alcuni studi hanno dimostrato che una struttura realizzata utilizzando un virus chiamato “Batteriofago” o “Fago”, capace di infettare i batteri ma non le cellule animali, può indurre la ricrescita e la riorganizzazione delle cellule che costituiscono i nervi. La tendenza attuale in ambito di ingegneria dei tessuti è quella di riuscire ad utilizzare le cellule dei pazienti stessi, per la rigenerazione dei tessuti danneggiati (cuore, fegato e nervi).

Tale approccio ha mostrato però evidenti limiti in quanto la riproduzione della struttura e delle funzioni dei tessuti del corpo è particolarmente difficile da ottenere, in particolare di difficile emulazione appaiono le funzioni delle fibre proteiche che fanno da struttura di supporto alle cellule del cuore, dei polmoni ed di altri tessuti corporei. Queste proteine svolgono funzioni sia di supporto strutturale che di attività chimiche che permettono ad un organo o ad un nervo di funzionare correttamente.


In tal senso proprio i virus, ed in particolare il Fago M13 ha mostrato di avere una struttura particolarmente simile alle fibre proteiche che costituiscono la matrice cellulare dei tessuti.

Tali fibre sono conosciute per essere il substrato ideale per la proliferazione ed il modellamento delle cellule dei nervi. Quello che ricercatori della University of California sono riusciti a fare, è stato di riprodurre un gran numero di virus all’interno di cellule batteriche ospiti, per poi introdurle in una soluzione contenente cellule progenitrici di nervo.

In questa soluzione i virus si dispongono come in una struttura cristallina, creando lunghe fibre filiformi (del tutto simili a quelle dei nervi) intersecate ad una matrice cellulare, alla stregua di quanto avviene nelle cellule nervose.

Come dichiarato dagli stessi ricercatori, ancora rimane da valutare il rischio dovuto all’introduzione di questi “Fagi” all’interno degli essere viventi, pur sapendo che l’M13, per sue caratteristiche naturali, ha buoni margini
di sicurezza non essendo capace di infettare gli individui. I ricercatori dovranno inoltre studiare come i sistemi immunitari degli animali rispondono a tali strutture virali e provare al contempo le capacità rigenerative delle cellule dei nervi all’interno del corpo.

 

Fonte: Technology Review – January 22, 2009