13.07.2010
Il sole fa belli e in salute, ma senza esagerare
E' ormai tempo di vacanze e come ogni anno ci si appresta a esporsi al sole dopo tanti mesi passati all'ombra.

Si fa la prova costume, si cerca di dimagrire e di riacquistare la perduta forma, ma cosa si fa per la pelle? Poco o nulla! Appena possibile, via gli abiti e di corsa sotto al sole per ottenere un bell'aspetto abbronzato.

Dopo mesi “senza sole” la pelle è pallida senza la protezione della pigmentazione melaninica, la sostanza che dona alla pelle il tipico colorito brunastro, che per formarsi richiede alcuni giorni. E' dannoso, per ottenerlo, esporsi al sole fino a scottarsi.
Per un soggetto di carnagione chiara, mezz'ora di sole è sufficiente per assorbire la giusta quantità di luce (meglio sarebbe dire energia) e promuovere l'abbronzatura.
Tutta l'energia che la pelle assorbe “in eccesso” si traduce in eritema solare e può provocare, sul lungo periodo, danni che vanno dall'invecchiamento precoce della pelle fino all'insorgenza di gravi patologie cutanee come i tumori della pelle.

I melanociti, le cellule della pelle che formano la melanina, hanno bisogno di alcuni giorni (circa 48-72 ore) per formare il pigmento che proteggerà la pelle solo da alcuni raggi ultravioletti.
I raggi UV, composti da tante radiazioni diverse fra loro per lunghezza d'onda, saranno schermati solo in parte dalla melanina prodotta, molti oltrepasseranno la barriera di protezione della pelle causando il continuo e progressivo danneggiamento cutaneo noto come fotoinvecchiamento.
I raggi UV possono determinare atrofia e assottigliamento della cute, perdita di tono ed elasticità della pelle, insorgenza di macchie, comparsa di capillari dilatati e formazione di altre lesioni epidermiche, come le cosiddette “cheratosi attiniche”.

Lesioni più severe entrano nel quadro della “fotocarcinogenesi”, ossia della formazione dei tumori cutanei mediata dall'azione della luce. Ciò accade quando una grande quantità di energia, veicolata dalle radiazioni UV, travalica le difese di cui la pelle dispone, arrivando direttamente sulle molecole cellulari e favorendo l'insorgenza dei cosiddetti radicali liberi, molecole reattive che possono danneggiare tutte le altre cellule normali che le circondano.

Ma non basta, il sole in eccesso, attraverso complessi meccanismi biologici, riduce la reattività del sistema immunitario indebolendo i meccanismi di difesa dell'organismo e facilitando la ricomparsa, ad esempio, di herpes labiali.

Da non sottovalutare inoltre i danni che il sole può causare sugli occhi, organi che, dopo la pelle, sono i principali bersagli degli eccessi del sole.

E' anche vero, però, che il sole è importante per la vita e la salute:

  • vivere all'aria aperta aiuta l'umore e rende più sereni,
  • i raggi ultravioletti sono alleati per la salute delle ossa perché consentono la sintesi della vitamina D,
  • la luce solare determina influenze positive sui ritmi fisiologici del nostro organismo.

 

Sì al sole, quindi, ma con prudenza.

Ecco poche regole che, unite al buon senso, proteggeranno dagli effetti negativi e faranno apprezzare tutto il buono del sole:

  • i primi giorni fotoprotezione molto alta, tanto più quanto si è chiari di pelle (fattore di protezione SPF tra 30 e 50)
  • cappello se si ha pochi capelli
  • evitare le ore centrali della giornata
  • rimettere il prodotto anche resistente all'acqua ogni due ore
  • non trascorrere comunque tutta la giornata sotto il sole
  • bambini piccoli sotto i due anni non devono stare sotto il sole senza creme fotoprotettive e abiti adeguati
  • mettere un quantità abbondante di prodotto idonea a ricoprire con facilità la pelle
  • decrescere solo lentamente con il fattore di protezione
  • assicurarsi che il prodotto protegga dagli UVB, ma anche dagli UVA
  • dieta ricca di verdure fresche che proteggono dai radicali liberi e sempre occhiali da sole.
A cura di Dott. Celleno Leonardo