13.03.2008
L'Insonnia
Almeno 12 milioni di italiani dormono male spesso sottovalutando le conseguenze che molte notti insonni provocano sull'organismo.

Il Sonno
Il sonno è lo stato in cui il nostro organismo riposa. E' la fase in cui rallentano le funzioni metaboliche, i battiti del cuore e il ritmo del respiro; il momento in cui si abbassa la pressione del sangue e si riduce il tono muscolare.

Più in particolare, il sonno si può suddividere in due fasi neurofisiologiche diverse:

  • La prima è caratterizzata dal progressivo “addormentamento” del cervello. In questa fase l’esame dell’elettroencefalogramma registra onde cerebrali ampie e a bassa frequenza.
  • La seconda fase, detta fase REM (Rapid Eye Movement sleep), è la fase in cui l’individuo sogna ed è invece caratterizzata da onde poco ampie e ad alta frequenza.

I numeri dell'insonnia

Almeno 12 milioni di italiani hanno problemi anche al lavoro e nella vita di tutti i giorni ma sono rassegnati, vanno poco dal medico e ancor meno si curano con costanza sottovalutando le conseguenze che molte notti insonni provocano sull’organismo.

Secondo una revisione dei numerosi studi sul fenomeno, effettuata dall'Unità di Medicina del Sonno dell'Università Cattolica di Roma presso il Complesso Integrato Columbus, il nostro paese ha la "palma" in Europa tra le nazioni insonni. Oltre un terzo della popolazione soffre d'insonnia, la metà di questo terzo in forma seria, l'altra in forma cronica.

E' la percentuale più alta in Europa, insieme alla Francia, che viaggia su percentuali del 35-37% di insonni.

Dormono meglio, o comunque "si lamentano meno", i tedeschi (16% di insonnni), gli austriaci (10%), i portoghesi (16%), gli spagnoli (21%), gli slovacchi (25%). Dati confermati dall'analisi sulle sole forme croniche, che colpiscono in Italia il 9-13% della popolazione, in Francia un 9%, in Germania appena il 3%. Francia e Italia appaiate anche nel consumo dei farmaci per combattere l'insonnia: 7-10% i transalpini, 8-10% gli italiani.

Malgrado i numeri rilevanti buona parte di chi soffre d'insonnia lo considera una 'sine cura', qualcosa che è nella propria natura, e quindi non si rivolge al medico. Solo una piccola percentuale lo fa, e di questi ancora di meno poi si curano.

L'insonnia in Italia è dunque una patologia molto diffusa, ma è ancora sottodiagnosticata e sottocurata. Come conferma un'indagine svolta di recente sui medici di medicina generale, il 64% delle persone che vanno dal medico soffrono di insonnia. Di questi un 24% ha un insonnia tout court, l'altro 40 ha riflessi sul diurno, con limitazioni sulle performances e sui segni cognitivi; eppure, conferma lo studio, di questi solo il 16% si cura. Dallo stesso studio, emerge che chi soffre d'insonnia in genere ha più patologie, consuma molte più risorse perché va più spesso dal medico e affronta numerosi ricoveri, si assenta dal lavoro il doppio di quelli che non soffrono di insonnia.

     Curare l'insonnia
La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo dell’insonnia prevengono l’aggravamento del disturbo e il presentarsi di molte complicanze (invecchiamento precoce, disturbi psicologici e comportamentali, ipertensione arteriosa e maggior rischio di patologie cardiovascolari).
A seconda dell’età, del sesso, dell’ambiente e della causa dell’insonnia, il medico che ha in cura un paziente insonne deciderà quale terapia prescrivere.

 La terapia farmacologica

La terapia farmacologica, particolarmente indicata per la cura delle insonnie acute o di breve termine, prevede la somminstrazione al paziente di farmaci “ipnotici”, farmaci in grado di indurre o mantenere il sonno.

 La terapia non farmacologica

Sedute di cronoterapia, fototerapia e psicoterapia sono spesso utilizzate per normalizzare e regolarizzare le abitudini errate dei pazienti insonni, regolarne l’orologio biologico e il ritmo circadiano.
In ogni caso sono necessari il consiglio e le prescrizioni del medico curante e del medico specialista di medicina del sonno.

 

A cura di Dott. Mennuni Gioacchino