19.06.2007
La diffusione del cancro del polmone
Nonostante i numerosi contributi scientifici ed i progressi registrati, l’incidenza è regolarmente ed inesorabilmente aumentata nel corso degli anni. L’incremento degli ultimi decenni appare ancora più drammatico se si tiene conto che all’inizio del XX secolo tale malattia era considerata poco comune e raramente appariva nei certificati di morte.

Nonostante i numerosi contributi scientifici ed i progressi registrati, l’incidenza è regolarmente ed inesorabilmente aumentata nel corso degli anni. L’incremento degli ultimi decenniappare ancora più drammatico se si tiene conto che all’inizio del XX secolo tale malattia era considerata poco comune e raramente appariva nei certificati di morte. Oggi, al contrario delle altre neoplasie, il tumore del polmone fa registrare un incremento annuo pari a circa lo 0.5%. La prima osservazione di un sostanziale incremento di incidenza si ebbe negli Stati Uniti ed in Europa Occidentale intorno ai primi anni ’40, quasi esclusivamente nel sesso maschile: un primo, grosso picco di incidenza discendente diretto dell’automazione della produzione di sigarette, avviata durante la prima guerra mondiale per garantire ai combattenti americani un adeguato apporto di tabacco già confezionato.

Negli anni successivi l’incremento è stato regolare in entrambi i sessi.

Il tasso annuo di mortalità tra i maschi americani è così progressivamente cresciuto: 5/100.000 nel 1930; 22.2 nel 1950, 55.9 nel 1970 e 74.9 nel 1987. L’incremento della mortalità tra le donne, negli stessi anni, è stata rispettivamente di 3.0, 5.0, 12.2 e 28.5/100.000. Dal 1987 in poi il tasso di mortalità maschile ha subito una lieve, seppur costante, flessione; in quello stesso anno, tra le donne americane, il cancro del polmone è divenuto la prima causa di morte, rubando il triste primato al cancro della mammella.

Attualmente negli Stati Uniti il cancro del polmone rappresenta il 15% di tutti i tumori maligni ed il 25% delle cause di morte per tumore (159.000 decessi nel 1996); l’incidenza è di circa 70 nuovi casi su 100.000 individui maschi/anno. Il rapporto maschi/femmine è passato dal 7/1 del 1964 al 2/1 attuale, con un incremento del 451% ed una predizione di ulteriore aumento almeno fino al 2010.

In Italia, con 35-40.000 nuovi casi all’anno, il cancro del polmone rappresenta la prima causa di decesso per neoplasia maligna e si rende responsabile del 29.3% delle morti per tumore nei maschi ed il 7.9% nelle femmine. La mortalità è cresciuta drammaticamente negli ultimi 30 anni: i 6000 decessi registrati nel 1959 sono diventati 30.955 nel 1994, anno cui si riferiscono i dati ISTAT pubblicati nel 1997. Anche in Italia la preponderante incidenza della neoplasia nel sesso maschile (5 a 1) si è progressivamente ridotta all’attuale rapporto di 2.5 a 1.

 

Mentre nella popolazione maschile si registra una stabilizzazione dei tassi di mortalità, con una tendenza alla diminuzione nelle classi d’età più giovani, nella popolazione femminile si osserva invece un marcato aumento soprattutto nella fascia d’età al di sopra dei 40 anni. Anche i tassi di mortalità documentano questa inversione di tendenza, con riduzione per i maschi (54.6/100.000) ed incremento per le femmine (7.7/100.000): tale dato è in accordo con i dati ISTAT sul consumo di tabacco, che negli ultimi anni ha visto diminuire la percentuale di giovani maschi fumatori (dal 35.1% del 1993 al 32.8% del 1999), ma aumentare quella delle femmine dal 16.4% al 17.3%, soprattutto per l’impressionante aumento delle donne fumatrici di età  compresa tra i 15 ed i 24 anni.

Sono passati solo vent’anni dal lancio delle famose campagne per incentivare la diffusione del fumo di sigaretta tra le donne, quelle degli slogan “You’ve come a long way baby” e “Virginia slim: is a women’s thing” oggi le donne fumano come gli uomini e patiscono le stesse conseguenze – se non addirittura maggiori – sulla propria salute.

Oggi il cancro del polmone risulta particolarmente comune nei maschi di Nord America, Europa ed Oceania. In Europa, con la sola eccezione del Portogallo, è la prima causa di morte per tumore nei maschi; i tassi di mortalità più elevati si registrano in Inghilterra, Scozia, Belgio e Olanda, mentre alcuni paesi Scandinavi e i paesi dell’Est e del Sud Europa sono gravati da tassi minori. Per i paesi dell’Europa sud-orientale (tra cui anche Italia, Francia, Spagna e Grecia), tuttavia, si prevedono nei prossimi anni drammatici incrementi dei tassi di incidenza, poiché in tali regioni è presente la più alta percentuale di fumatori giovani.

bassi tassi di incidenza osservati nei paesi Scandinavi testimoniano l’importanza di un adeguato intervento: in tali paesi, infatti, fin dai primi anni ’70 sono state attuate, sia a livello centrale che locale, efficaci campagne anti-fumo.

In Italia, l’incidenza maggiore si registra nelle regioni del Nord-Est, Lazio e Campania.

 

 

 

 

A cura di Prof. Granone Pierluigi Maria