07.02.2008
Monitoraggio remoto per pazienti colpiti da Infarto
Disponibile un nuovo device, di dimensioni paragonabili a quelle di pacemaker, in grado di registrare i parametri cardiaci in tempo reale.
Monitoraggio remoto per pazienti colpiti da Infarto

L’insufficienza Cardiaca Congestizia (Heart Failure) è una patologia che colpisce più di 400 mila Canadesi, con un incidenza annua di oltre 50 mila nuovi casi.

Tale patologia colpisce la capacità funzionali del cuore, intaccando i meccanismi che sono alla base della circolazione sanguigna. Spesso tale condizione è indotta dal patologie quali  malattie ischemiche o valvolari del cuore, cardiopatie o ipertensione. Un problema rilevante che riguarda i pazienti affetti da Insufficienza Cardiaca Congestizia, è la gestione delle loro cure e dell’intero percorso assistenziale; essi necessitano infatti di una valutazione clinica accurata ed di un monitoraggio sistematico di tutte le funzionalità emodinamiche. Per ovviare a tali difficoltà assistenziali è disponibile un nuovo device, di dimensioni paragonabili a quelle di pacemaker, in grado di  registrare i parametri cardiaci in tempo reale.

 

È costituito da un monitor impiantabile e un sensore di pressione transvenoso, alimentati con speciali  batterie e dotato di circuiteria integrata e sistema bidirezionale di trasmissione delle telemetrie.

Tale apparecchiatura permette un monitoraggio da remoto dei pazienti con Insufficienza Cardiaca Congestizia, nonché una continua valutazione delle condizioni cliniche degli stessi, attraverso la registrazione dei parametri emodinamici e la successiva trasmissione ad un server centralizzato.

La capacità di trasmettere questi dati attraverso Internet e le funzionalità di gestione remota,  dovrebbe teoricamente migliorare la gestione dei pazienti e ridurre l’ospedalizzazione e la mortalità.

 

Alcuni studi osservazionali già effettuati in passato, hanno evidenziato che il monitoraggio dei parametri emodinamici, attraverso l’uso di tale sistema, potenzialmente potrebbe avere effetti positivi sulla riduzione dei tempi di ospedalizzazione dei pazienti. Sebbene tali risultati siano stati confermati da un trial multicentrico randomizzato (COMPASS-HF), che ha mostrato una riduzione dell’ospedalizzazione per il gruppo di pazienti trattati, i dati non sono risultati statisticamente significativi, spingendo l’FDA a  dichiarare tale studio fallito in termini di evidenze legate all’efficacia del device.

 

Ad oggi il device non possiede alcuna licenza di commercializzazione (né in Canada né in USA), ciononostante l’FDA americana ha concesso una licenza temporanea, che consente di utilizzarlo esclusivamente a fini sperimentali. In futuro saranno necessari ulteriori studi per dimostrare l’utilità clinica del device, particolarmente in termini di impatto sui tempi di ospedalizzazione e di miglioramento degli outcomes dei pazienti.

 

Fonte: The Canadian Agency for Drugs and Technologies in Health, Issue 111, January 2008