17.01.2007
L'eczema, una malattia della pelle
Una reazione infiammatoria tipica della pelle, in forma acuta o cronica, che si evolve attraverso caratteristiche fasi successive.

La patologia

Il termine eczema deriva dal greco e vuol dire “bollire”, viene comunemente impiegato per indicare stati della cute caratterizzati da lesioni di natura bollosa.


È la patologia cutanea di gran lunga più frequente (20-30%). Essa colpisce, tenendo conto anche delle forme episodicamente moderate, quasi il 2% di tutta la popolazione e rappresenta di conseguenza una delle affezioni più comuni di tutta la patologia umana.

 

 

 

L'eczema non è una vera e propria malattia, ma piuttosto una reazione infiammatoria, peculiare della cute, indotta da fattori endogeni ed esogeni assai diversi, in fasi successive oppure in contemporanea associazione.

 

 

Caratteri qualificanti dell'eczema sono la comparsa di un'eruzione eritemato-vescicolare a carattere recidivante, accompagnata da una più o meno intensa sintomatologia pruriginosa.

 

Le eruzioni eczematose possono essere distinte in acute e croniche.

 

 

L'eruzione eczematosa acuta

Si parla di eczema acuto quando l'eruzione insorge improvvisamente, accompagnata da un'intensa sintomatologia pruriginosa che persiste poi per tutta la durata dell'episodio. L'intensità e la persistenza di questa sintomatologia non sono proporzionate alla gravità delle lesioni cutanee, ma piuttosto alla loro localizzazione (diversa distribuzione dei recettori di senso) e alla percezione del soggetto.

 

La dermatosi evolve caratteristicamente attraverso fasi successive che possono, schematicamente, essere così distinte:

  • fase eritematosa: l'eritema solitamente molto intenso, a limiti sfumati, può essere accompagnato da edema talora molto pronunciato;
  • fase vescicolare: tale fase è caratterizzata da numerose vescicole, di grandezza variabile da una capocchia di spillo ad un piccolo cece, fittamente raggruppate, a contenuto limpido e cupola sottile, insorgenti su cute arrossata. La rottura delle vescicole, per lo più conseguente a grattamento, porta alla fase essudante;
  • fase essudante e crostosa: è contraddistinta da chiazze intensamente eritematose, erose, gementi liquido chiaro o giallo citrino, più o meno abbondante. Asciugando delicatamente la superficie si evidenziano piccole erosioni puntiformi da cui defluisce l'essudato. Con il progressivo ridursi dell'essudazione il liquido si rapprende in croste giallo-ambrate di spessore variabile, facilmente staccabili;
  • fase desquamante: quando l'essudazione viene a cessare inizia un rapido processo riparativo epiteliale; le ultime croste vengono eliminate, appare un'epidermide neoformata, rosea, liscia, sottile, che rapidamente si ricopre di squame furfuracee o lamellari. Le squame sono espressione dell'accelerato turnover epiteliale. Eliminato, sospeso o temporaneamente neutralizzato il “complesso scatenante”, l'eritema e la desquamazione si riducono gradualmente e la cute si normalizza.

 

 

Le varie fasi descritte non si susseguono sempre ed obbligatoriamente con uguale ritmo ed intensità ma variano in funzione della localizzazione, dei fattori causali o complicanti, di incongrui interventi terapeutici.

 

Le singole fasi evolutive, prevalendo a lungo o sovrapponendosi, nel corso di successive gittate eruttive, creano aspetti morfologici diversificati, distinguibili come varietà cliniche.

 

L'eruzione eczematosa cronica

Quando la dermatosi tende alla cronicizzazione, dopo un'iniziale fase eruttiva acuta oppure direttamente con un inizio più subdolo contraddistinto da una vescicolazione effimera o clinicamente inavvertibile, si parla di eczema cronico.

 

Nella fase di stato le lesioni si caratterizzano per l'eritema sfumato, a tonalità cupa, l'epidermide si ispessisce ed assume un aspetto simil papuloso, con infiltrazione del derma. Spesso si repertano lesioni lineari da grattamento.

 


A cura di: Prof. Patriarca Giampiero, Prof. Schiavino Domenico, Dott.ssa Nucera Eleonora