03.11.2009
Test da sforzo
Il test da sforzo e' l'esame principale per la diagnosi iniziale e la gestione del paziente con sospetta o accertata malattia coronarica.

Cos’è il test da sforzo?
Il test da sforzo è l’esame principale per la diagnosi iniziale e la gestione del paziente con sospetta o accertata malattia coronarica, e ciò grazie al fatto che esso è facile da eseguire e con costi bassi.

A cosa serve?
Oltre che individuare i soggetti con significativa probabilità di lesioni coronariche ostruttive, il test da sforzo consente, ancor più, di discriminare i pazienti con aumentato rischio di eventi cardiaci da quelli con rischio molto basso di eventi, permettendo, così, una scelta motivata della strategia terapeutica più corretta da attuare nel singolo paziente.

Quando si effettua?
Nell’ambito dell’attività sportiva e dell’attività fisica in generale, il test da sforzo può essere utile per diversi scopi:

  1. individuare alterazioni ischemiche o aritmiche in soggetti cardiopatici che vogliono intraprendere un’attività fisica o tornare a competizioni dopo una malattia cardiaca, guidando, così, le indicazioni alle attività fisiche più idonee ed appropriate per ogni paziente;
  2. individuare soggetti a rischio tra quelli che vogliono iniziare un’attività fisica, soprattutto se dopo l’età giovanile (>30 anni);
  3. chiarire la natura (cardiaca o meno) di sintomi sospetti (dolori toracici) anche in soggetti giovani che svolgono attività fisica.

D’altro canto, l’utilità del test da sforzo come test di screening per individuare atleti giovani asintomatici a rischio di morte improvvisa, (un’evenienza, per fortuna, molto rara e probabilmente non superiore a 1 ogni 200.000 persone per anno) non è attualmente nota.

Di fatto, potrebbe essere utile programmare degli studi prospettici finalizzati a valutare se un test da sforzo è in grado di aiutare a prevenire eventi fatali in atleti giovani.
Questi studi sono, tuttavia, difficili da attuare, considerando la bassa prevalenza della malattia cardiaca ischemica nei giovani atleti.

A cura di Dott. Lanza Gaetano Antonio