06.06.2007
L'Osteoporosi
L'osteoporosi e' una malattia dello scheletro caratterizzata dalla diminuzione della massa ossea e dalla compromissione della resistenza ossea che predispone ad un aumento del rischio di frattura

L’osso nel corso della vita viene continuamente distrutto e ricostruito in modo da poter assolvere al meglio alle sue funzioni.
Mentre fino a circa 18 anni di età si costruisce più osso di quello che si perde, dopo i 50 anni il processo si inverte e l’osso va incontro a una distruzione non compensata.L’osteoporosi è una malattia dello scheletro caratterizzata dalla diminuzione della massa ossea e dalla compromissione della resistenza ossea che predispone ad un aumento del rischio di frattura, soprattutto a carico del femore, del polso e delle vertebre. Non è “in primis” una condizione di “diminuzione del calcio nelle ossa”. L’osso del paziente affetto da osteoporosi è un osso normalmente mineralizzato ma la densità (gr/cm³) è diminuita e la qualità alterata. Peraltro con l’avanzare degli anni acquista importanza anche una ridotta assunzione di calcio ed una riduzione della quantità di Vitamina D disponibile nell’organismo.
La frattura è un evento grave in quanto si accompagna a mortalità più elevata e si associa a  un maggior numero di eventi morbosi. Inoltre è gravata da alti costi assistenziali e sociali. Si tenga presente che il 30-50% delle donne ed il 15-30% degli uomini sperimentano almeno una frattura osteoporotica nel corso della propria vita e ci si aspetta un ulteriore incremento anche in rapporto all’aumento della durata della vita. E dunque è importante trattare.

 

LE CAUSE
L’osteoporosi è essenzialmente una patologia silente fino al momento della frattura. Ma esistono dei fattori di rischio la cui presenza permette di sospettarne l’esistenza e pertanto l’identificazione dei soggetti da sottoporre alle indagini atte ad evidenziarla.

I principali sono:

  • Sesso femminile ed età superiore ai 65 anni
  • Menopausa precoce (prima dei 45 anni)
  • Assenza prolungata delle mestruazioni
  • Riduzione della funzione delle gonadi maschili
  • Immobilizzazione protratta
  • Etnia europea od asiatica
  • Alimentazione quantitativamente carente e qualitativamente squilibrata (anoressia, diete vegetariane rigorose) soprattutto se prolungata ed attuata anche in epoca prepuberale
  • Magrezza (indice di massa corporea inferiore a 20 Kg/m²)
  • Eccessivo consumo di alcool (oltre 20 gr. al dì)
  • Terapia cortisonica per oltre 3 mesi
  • Malattie infiammatorie intestinali

 

LA DIAGNOSI
Tali soggetti dovrebbero essere sottoposti all’indagine densitometrica (MOC che significa Mineralometria Ossea Computerizzata) per misurare la Densità Minerale Ossea (BMD). La capacità della densità ossea di predire il rischio di frattura è superiore alla capacità del colesterolo di predire il rischio di malattia coronaria ed alla capacità della pressione arteriosa di predire gli eventi cerebrovascolari. La tecnica di riferimento per misurare la densità ossea è la DEXA che utilizza una bassissima dose di raggi X. L’esame dura pochi minuti e permette di indagare vari siti scheletrici (soprattutto femore e colonna vertebrale ma anche tutto lo scheletro).Esiste anche una tecnica che utilizza gli ultrasuoni la cui capacità di predire il rischio di frattura e di diagnosticare la presenza di osteoporosi è ancora incerta.

Il rischio di frattura osteoporotica aumenta con la diminuzione della densità ossea ma può estrinsecarsi anche indipendentemente dalla presenza di una BMD di livello osteoporotico, come conseguenza dell’età avanzata, di  pregressa frattura per traumi lievi dopo i 40 anni, di familiarità per frattura di femore, di tabagismo ed alcoolismo, di malattie neuromuscolari che favoriscono le cadute, di artrite reumatoide, terapia cortisonica protratta e magrezza. Quindi la valutazione strumentale va integrata con una attenta valutazione clinica la quale deve anche prendere notizie sullo sviluppo in età prepuberale/adolescenziale in quanto l’osteoporosi è spesso una malattia che si prepara in età pediatrica.

L’esame densitometrico permette di inserire il/la paziente in due classi: osteopenia od osteoporosi. Questo dato, insieme alla valutazione clinica sulla presenza di altri fattori di rischio per frattura, permette di prendere la decisione terapeutica.

LA TERAPIA

Devono essere trattate:

  • le pazienti con osteoporosi od osteopenia e frattura.
  • le pazienti con sola osteoporosi soprattutto se di età superiore ai 60 anni.

In presenza di semplice osteopenia, in assenza di altri fattori di rischio, il trattamento può essere posposto in quanto il rischio assoluto di frattura è basso soprattutto se l’età è inferiore ai 60 anni

I pazienti in terapia cortisonica da oltre 3 mesi sono da considerarsi ad alto rischio di frattura e pertanto vanno trattati indipendentemente dal valore della massa ossea.


Attualmente sono disponibili terapie efficaci e sicure. I bisfosfonati (alendronato, residronato, neridronato, ibandronato) ed il modulatore selettivo del recettore estrogenino riducono l’intensità della distruzione dell’osso ed aumentano la resistenza dell’osso determinando la riduzione del rischio di frattura di circa il 50%. Un altro principio attivo, il Ranelato di Stronzio, sembra in grado di rimodellare l’osso riducendone la distruzione ma favorendo anche la formazione di nuovo osso.


Esistono poi gli agenti cosiddetti anabolici (Teriparatide e PTH) che permettono una qualche ricostruzione dello scheletro con la deposizione di nuovo tessuto osseo. L’effetto è l’aumento della resistenza e la riduzione di circa il 60% del rischio di frattura.

Tutte le terapie illustrate, per poter espletare la propria efficacia,necessitano di trattamenti di lunga durata (2 anni per gli agenti anabolici e 3-5 anni per gli altri). L’aderenza alla terapia è quindi fondamentale e la possibilità di assunzione dei farmaci del gruppo dei bisfosfonati a cadenza settimanale o mensile la facilita. Tali farmaci devono essere assunti per via orale e solo per motivazioni particolari si possono usare bisfosfonati ( pamidronato, zoledronato) per via parenterale a cadenza variabile. In associazione con i farmaci segnalati è utile la supplementazione con Sali di calcio e Vitamina D3.

La prevenzione dell’osteoporosi è possibile e necessaria e si attua soprattutto in epoca prepuberale mediante un’alimentazione corretta ed una attività fisica adeguata atte a rendere possibile il raggiungimento della massa ossea geneticamente determinata


Tali suggerimenti, insieme all’adozione di uno stile di vita che non preveda il fumo ed il consumo dell’alcool, sono necessari anche in età adulta in quanto permettono di conservare quanto acquisito in età giovanile.


A cura di: Prof. Caradonna Paolo