27.06.2008
L’ecografo: lo stetoscopio del 21° secolo
La medicina del futuro farà un uso sempre più ampio dell’ecografo che sta diventando uno strumento diagnostico di base, come era un tempo lo stetoscopio.

Gli ecografi stanno avendo una sempre più ampia diffusione, grazie alla diminuzione del loro costo, alla maggiore portabilità dovuta alle sempre più ridotte dimensioni dell’apparecchiatura e grazie all’ampiezza e alla varietà degli utilizzi clinici che se ne fanno. Per questo oggi non vengono più utilizzati solo dai radiologi, ma sempre più spesso stanno entrando a far parte dell’esame clinico di ogni specialista, venendo usati oggi anche nell’ambito della medicina di base.

Ma se l’utilizzo dell’apparecchiatura è facile per tutti, non altrettanto facile è l’interpretazione dei dati da questa forniti, con un elevato rischio di errore diagnostico. L’editoriale di BMJ presenta l’opinione in proposito di alcuni esperti operanti nel Servizio Sanitario Nazionale inglese. Il fattore chiave che emerge è la necessità di una adeguata formazione, specie in alcuni settori dove ancora non si è raggiunto un adeguato standard, come ad esempio l’impiego degli ecografi in anestesiologia, nell’assistenza a malati critici, nella terapia del dolore.

Proprio in questi settori, gli utilizzatori spesso non sono specialisti radiologi od ecografisti. Secondo gli esperti interpellati, l’ostacolo ad una formazione diffusa è rappresentato principalmente dalla mancanza di un adeguato numero di formatori. Un altro problema è legato alla archiviazione dei dati e alla loro disponibilità per confronti successivi.

Il dibattito sull’editoriale evidenzia comunque che la medicina del futuro farà un uso sempre più ampio dell’ecografo e che gli specialisti afferenti alle più diverse discipline potranno farne uno strumento diagnostico base, come era un tempo lo stetoscopio.

Il problema principale è capire quando è realmente opportuno che sia il medico non ecografista ad effettuare l’esame, con il vantaggio di avere immediatezza del risultato, evitando l’accesso in strutture specialistiche, o quando invece è più opportuno ricorrere ad ecografisti esperti, in grado di effettuare diagnosi senza rischi di non corretta interpretazione dei risultati.

 

Fonte: Jacqui Wise BMJ 2008;336;1041-1043