03.11.2010
Dall’Inghilterra i risultati della chirurgia bariatrica laparoscopica
Uno studio osservazionale condotto su pazienti sottoposti alle due tecniche chirurgiche più utilizzate.

L’obesità grave è una condizione caratterizzata da valori di BMI di almeno 40 kg/m2 o da un eccesso di peso di almeno 35 kg e costituisce un fattore di rischio per una moltitudine di patologie.

Preoccupanti sono le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha annunciato che nel 2015 gli obesi in tutto il mondo saranno all’incirca 700 milioni.

Negli ultimi anni è aumentata considerevolmente la popolarità delletecniche chirurgiche bariatriche e, in particolare, la chirurgia mininvasiva è oramai riconosciuta come la tecnica standard in molti paesi occidentali.

Uno studio osservazionale durato 8 anni (dal 2000 al 2008) è stato condotto in Inghilterra su quasi 7000 pazienti già sottoposti ad un precedente intervento chirurgico bariatrico (bypass gastrico, bendaggio gastrico o resezione tubulare dello stomaco) al fine di rilevare i tassi di mortalità postoperatoria, i tassi di riammissione ospedaliera e ladurata della degenza.

Lo studio ha riportato un significativo aumento della percentuale di interventi effettuati in laparoscopia rispetto a quelli “open” (dal 28% dell’anno 2000 al 74,5% del 2007), che è stato accompagnato da una riduzione della degenza media (2 gg vs 6gg) e del tasso di riammissione a 28 giorni (6,6% vs 10,5%).

Confrontando, poi, le due tecniche chirurgiche più comunemente utilizzate, gli autori hanno osservato che nei pazienti sottoposti a bendaggio gastrico la mortalità postoperatoria è più bassa e si assiste ad una riduzione dei tassi di riammissione e della degenza media rispetto al gruppo di pazienti sottoposti a bypass.

Nessun dato è disponibile, invece, sulla perdita di peso postoperatoria e sui tassi di reintervento.

 

Fonte: BMJ 2010; 341:c4296