17.07.2009
Nuovi stent cardiaci riassorbibili
Una nuova tipologia di stent completamente riassorbibile è oggi in fase di sperimentazione e potrebbe nel breve periodo risolvere tutti i problemi che ancora persistono nell’utilizzo degli stent tradizionali.

Gli stenti coronarici come è noto, hanno rivestito negli ultimi anni un ruolo molto rilevante nel cambiamento all’approccio terapeutico nei confronti delle malattie cardiache.

Una nuova tipologia di stent completamente riassorbibile è oggi in fase di sperimentazione e potrebbe nel breve periodo risolvere tutti i problemi che ancora persistono nell’utilizzo degli stent tradizionali.

I materiali con cui vengono costruiti gli stent tradizionali hanno evidenziato nel lungo periodo rilevanti complicazioni quali forti risposte immunitarie, danni ai tessuti arteriosi, formazione di coaguli sanguigni finanche ad arrivare a stroke e altre patologie quali la trombosi tardiva da stent.

La nuova tipologia di stent, totalmente riassorbibile, è costituito da due strati di polimero biodegradabile: il primo contenente un farmaco immunosoppressore (everolimus), il secondo utilizzato come struttura portante per l’apertura del vaso all’atto dell’introduzione.

I primi trial clinici per la sperimentazione di questa nuova tecnologia (due anni di follow-up e 30 pazienti arruolati), hanno evidenziato che dopo un certo periodo di tempo, il device viene riassorbito totalmente dall’organismo, e che, a due anni dall’innesto, non si è riscontrato alcun caso di morte per cause cardiache, di trombosi da stent e nessun tipo di restringimento del vaso.

Gli stessi ricercatori sono in procinto di lanciare la seconda fase del trial, che prevede un monitoraggio dei pazienti più a lungo termine (più di due anni), al fine di capire se realmente questi primi dati sperimentali possano o meno essere presi a riferimento.

I ricercatori si avvarranno in questa fase dello studio, di una seconda versione del dispositivo (migliorata per alcuni aspetti rispetto al primo prototipo), più facile da conservare (il primo doveva essere conservato a - 20 gradi Celsius per prevenire la frattura del polimero) e costituito da materiale leggermente più denso per migliorarne la componente strutturale in fase di apertura del vaso.

Questo nuovo trial prevede l’arruolamento di 80 pazienti fra Europa, Australia e Nuova Zelanda, tutti caratterizzati da stati di salute non particolarmente gravi.

 

Fonte: Technology Review, March 31, 2009

Lancet, Vol 373 March 14, 2009