22.06.2009
Efficacia del trattamento con clopidogrel ed aspirina nei pazienti con fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale (FA) è una comune aritmia cardiaca che aumenta il rischio di ictus di ben cinque volte. Una terapia basata su K antagonisti e antipiastrinici è in grado di ridurre il rischio di ictus rispettivamente del 64% e del 22%.

La fibrillazione atriale (FA) è una comune aritmia cardiaca che aumenta il rischio di ictus di ben cinque volte.

Una terapia basata su K antagonisti e antipiastrinici è in grado di ridurre il rischio di ictus rispettivamente del 64% e del 22%.

Il diffuso uso dell’aspirina nella pratica clinica è giustificato coi rischi connessi alla terapia anticoagulante e ad alcune resistenze dei pazienti nel seguirla.

Il clopidogrel è un antiaggregante piastrinico il cui uso combinato con l’aspirina è stato indagato all’interno dello studio ACTIVE (Atrial Fibrillation Clopidogrel Trial with Ibesartan for Prevention of Vascular Events).

Sono stati ora pubblicati i risultati del braccio dello studio che considera tale terapia congiunta in pazienti con FA e con rischio aumentato di ictus, per i quali però la terapia anticoagulante non è praticabile (studio ACTIVE- A).

Lo studio randomizzato a doppio cieco è stato svolto in 580 centri ed è stato coordinato dalla McMaster University, con la sponsorizzazione di Sanofi- Aventis e Bristol- Myers Squibb.

L’arruolamento è avvenuto nel periodo giugno 2003-maggio 2006, con un follow up mediano di 3.6 anni.

Per i pazienti con la terapia congiunta (N=3772) si è avuto un rischio relativo (RR) di avere un evento vascolare maggiore (EVM) (ictus, embolo sistemico non relativo al sistema nervoso centrale, infarto, morte vascolare) del 0.89 (p-value=0.01) rispetto ai pazienti trattati con aspirina e placebo (N=3782).

Nel dettaglio, si è avuta una riduzione significativa nel rischio di ictus (RR=0.72, pvalue< 0.001), ma non dell’infarto (RR=0.78, pvalue= 0.08). Mentre il rischio di emorragie è aumentato (RR=1.57, pvalue<0.001). lo="lo" studio="studio" fornisce="fornisce" anche="anche" analisi="analisi" per="per" sottogruppi="sottogruppi" di="di" pazienti.

I risultati confermano l’ipotesi iniziale dello studio che antiaggreganti efficaci possono potenziare l’effetto protettivo dell’aspirina nei pazienti con FA.

Nella scelta della terapia si deve considerare sia il rischio iniziale di ictus del pazienti che quello di emorragie, dato che nel campione è emerso un rischio maggiore in particolare di emorragie gastrointestinali (132 vs. 68, RR=1.96, pvalue< 0.001).

 

Fonte:The New England Journal of Medicine 2009; 360(20): 2066-2078