07.04.2011
Dispositivi per migliorare diagnosi e terapie contro il tumore al seno
Ricercatori della Purdue University hanno sviluppato un prototipo di micro sistema artificiale che riproduce una diramazione del dotto mammario.

I ricercatori della Purdue University hanno sviluppato un prototipo dimicro sistema artificiale, chiamato "Breast on-a-chip", che riproduce una diramazione del dotto mammario.

Il dispositivo è pensato al fine di studiare l'efficacia di nuove terapie e per verificare come le nanoparticelle possono essere introdotte all’interno dei dotti mammari, dove il tumore al seno in genere ha inizio. I medici hanno tentato in passato di accedere al dotto mammario attraverso il capezzolo, iniettando soluzioni fluide per cercare di “lavare” il dotto e prelevare le cellule da esaminare.

Tale tecnica non si rivelata molto efficace in quanto è capace di raggiungere solo una parte del seno, ciò accade a causa delle pressioni del fluido presente a livello dei canali mammari, che si ramificano e diventano sempre più piccoli via via che si avvicinano alle ghiandole dedicate allaproduzione del latte. Il nuovo dispositivo invece, si basa sul principio che le nanoparticelle con nucleo magnetico, possano galleggiare nel liquido presente a livello del dotto mammario ed essere trainate da un magnete anziché essere spinte mediante forze pressorie. Tale metodica, a detta degli studiosi, permette di raggiungere anche le parti nascoste dei dotti, dove tipicamente si trova la maggior parte delle cellule tumorali.

Per poter realizzare il dispositivo, i ricercatori non hanno utilizzato modelli standard di accrescimento cellulare bensì hanno creato un modello artificiale di canali detto “organlike” che costituisce una fedele replica tridimensionale delle più piccole porzioni dei dotti mammari. Tali canali sono stati sviluppati

con materiale chiamato “rubberlike polidimetilsilossano”, sono lunghi circa 5 millimetri e larghi da 20 micron a 100 micron, circa il diametro di uncapello umano e corrispondente alle dimensioni riscontrate a livello terminale dei dotti mammari.

La peculiarità di questa nuova tecnologia risiede nel fatto che è riuscito a riprodurre le cellule del sistema duttale mammario umano, cosa sinora mai ottenuta mediante tecniche di laboratorio. Le cellule infatti hanno diverse superfici, tutte interfacciate alle pareti del canale. Riprodurre questo sistema è stato molto difficile e non era mai stato realizzato mediante unametodica artificiale. Al momento il dispositivo è solo un prototipo e molte prove dovranno ancora essere effettuate per dimostrarne la reale efficacia.

 

Fonte: www.medgadget.com, Friday, January 21, 2011