05.09.2012
Tè verde e particelle d'oro per combattere il cancro alla prostata
Combinando nanoparticelle d'oro e componenti del tè sono stati ottenuti risultati confortanti nella riduzione del volume del tumore alla prostata.

I ricercatori dell'Università del Missouri sono riusciti a sviluppare un nuovobiomateriale, composto da nanoparticelle d'oro rivestite da materiale radioattivo, e da un componente naturale presente nel tè verde. Il composto è in grado di rilasciare con precisione le nanoparticelle e di farle agire per lungo tempo sul sito tumorale. Studi effettuati in precedenza, avevano dimostrato in maniera scollegata tra loro, sia l’efficacia delle nanoparticelle d'oro nel trattamento dei tumori, sia le proprietà dell'epigallocatechina gallato (EGCG), sostanza presente nel tè verde e capace di “legarsi” in maniera molto selettiva alle cellule tumorali della prostata.

Combinando le nanoparticelle d’oro con il componente del tè, gli scienziati sono riusciti ad ottenere risultati confortanti, pubblicati sulla rivistaProceedings of the National Academy of Sciences. La dimensione del tumore è una variabile molto importante per la scelta del trattamento e per valutare se procedere o meno tramite rimozione chirurgica. Le dimensioni ridotte infatti possono spesso avere effetto positivo sul tasso di successo dei trattamenti chemio e immunoterapici.


Questa nuova tecnologia, sperimentata su cavie di ratto affette da tumore alla prostata, ha mostrato una riduzione di volume delle masse tumorali del 82%senza mostrare effetti collaterali legati alla radioattività delle nanoparticelle; ciò è dovuto al fatto che la loro emivita è pari a 2,7 giorni e che dopo tre settimane non c'è più traccia di radioattività. Inoltre, la dimensione estremamente ridotte di queste nanoparticelle, consente di raggiungere il sito tumorale attraverso il sistema vascolare del tumore stesso, che spesso risulta difficilmente accessibile poiché costituito da piccoli vasi molto fragili.

 

I prossimi passi che verranno effettuati riguardano l’esecuzione di studi clinici per testare l'efficacia della tecnologia su tessuti umani. Ma prima che i test clinici abbiano inizio, i ricercatori studieranno gli effetti della radioattività delle particelle d'oro, anche sui cani affetti da cancro alla prostata.

Fonte: www.medgadget.com, Jul 18, 2012