21.12.2010
Nuovo chip elettronico in grado di “dare la vista”
Uno studio clinico riporta la valutazione di un chip elettronico sottoretinico impiantato in pazienti volontari affetti da cecità totale.

Uno studio clinico riporta la valutazione di un chip elettronico sottoretinico, prodotto da una azienda tedesca, ed impiantato in pazienti volontari affetti da cecità totale.

Il dispositivo contiene 1500 micro fotodiodi attivi. I micro fotodiodi controllano la generazione di un impulso elettrico che viene inviato al cervello, rappresentato attraverso una matrice di pixel 38x40.

Il dispositivo è stato impiantato in 3 persone affette da cecità dovuta a degenerazione ereditaria della retina.

I tre pazienti hanno riportato livelli di visione variabili, ed allorché posti in successione nei pressi di un tavolo scuro con al di sopra oggetti luminosi, due di loro sono stati in grado di cogliere le differenze tra le formedei diversi oggetti, ed uno di loro è stato in grado di identificare gli oggetti quali forchette e coltelli, differenti tipi di frutta, diverse tonalità di grigio.

Il dispositivo presenta un diametro di 3 mm, ciascuno dei 1500 pixel misura 70x70 μm, ed è collegato ad una fotocellula, ad un circuito di amplificazione, e ad un elettrodo di stimolazione. La fotocellula assorbe la luce entrante nell’occhio, trasformandola in un segnale elettrico.

Il segnale viene amplificato grazie ad una piccola sorgente esterna posta dietro l’orecchio. La forza del segnale luminoso determina la quantità di corrente rilasciata a ciascuno degli elettrodi stimolatori. Gli elettrodi a loro volta stimolano elettricamente le cellule nervose della retina: l’impulso nervoso che ne deriva, viene processato nella rete neuronale della retina e trasmesso dal nervo ottico alla corteccia visiva, creando una sensazione visiva.

Questo risultato evidenzia per la prima volta come un chip sottoretinico può creare la percezione visiva in soggetti affetti da cecità. Per quanto descritto tuttavia, la perfetta funzionalità del nervo ottico è requisito essenziale per poter impiantare chirurgicamente il dispositivo.

 

Fontewww.medgadget.com, Novembre 2010