24.05.2012
Una nuova app per lo Smartphone: identificazione delle persone a rischio di Parkinson
Le applicazioni per smartphone sono ormai diventate innumerevoli, anche in campo clinico.

Le applicazioni per smartphone sono ormai diventate innumerevoli, anche in campo clinico. Ricercatori dell'università di Bologna, che comprendono ingegneri e clinici, hanno messo a punto una nuova applicazione che capta e decodifica il più impercettibile movimento o tremore del corpo utile a riconoscere i primi segnali di Parkinson ed anche per misurare il rischio di cadute e distinguere chi è ancora in forma da chi non lo è.

 

Un'applicazione che è stata promossa a pieni voti dallo studio condotto, comparando l'applicazione con un sistema validato per applicazioni cliniche, il cui possono riscontrare. Inoltre il test tradizionale non è in grado di riconoscere i primi sintomi di Parkinson, che invece non sfuggono ad alcuni dei parametri misurati dalla applicazione.

 

Il principale metodo per testare equilibrio e mobilità è ad oggi, infatti, il cosiddetto Timed Up and Go, un test che per il paziente non è altro che una passeggiata: l'anziano parte da seduto, al via si alza in piedi e cammina verso uno punto a distanza di qualche metro, una volta raggiunto si gira e ritorna indietro, rimettendosi seduto.

 

Il tutto il più rapidamente possibile. Le tecniche convenzionali si basano sul abstract è stato pubblicato sulla rivista “Gait and Po-sture”. In particolare i ricercatori hanno testato il sistema su 49 soggetti residenti a Bologna, di età media di 59 anni, usando sia l'applicazione per smartphone che il McRoberts Dynaport Hybrid, uno strumento piuttosto costoso validato per tali misurazioni, evidenziando una concordanza perfetta nei risultati, con la differenza, che il cellulare può misurare più cose.

 

Il tradizionale test spesso non riscontra differenze tra anziani che hanno subìto cadute nell‟ultimo anno, e quelli che invece non le hanno subite, cosa che i sensori dello smartphone cronometro e sull‟osservazione del clinico.

 

Con un accelerometro è possibile misurare non solo il tempo che impiega ad alzarsi in piedi e rimettersi seduto, ma anche la forza con cui lo fa; la velocità con cui cammina, la cadenza dei passi, la rapidità con cui si volta, eventuali sbilanciamenti a destra o a sinistra, e persino la fluidità complessiva del movimento. Tutti questi parametri, interpretati congiuntamente, offrono un quadro molto completo della mobilità complessiva della persona

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Fonte: Mellone S et al. Gait & Posture 33S (2011) S1–S66