01.03.2012
3D, quali prospettive per l'impiego futuro nella diagnosi dei tumori al seno
La tecnica sarebbe più precisa rispetto al tradizionale metodo che è basata principalmente sulla misurazione del rapporto tra nucleo e citoplasma.

La diagnosi di cancro alla mammella e la sua stadiazione, ad oggi, sono basati principalmente su indagini qualitative delle alterazioni della struttura nucleare, effettuate con microscopi e quindi a 2 dimensioni.

In realtà però le strutture cellulari sono tipicamente tridimensionali, ed è importante coglierne le modifiche in 3D per comprendere il tipo di evoluzione della patologia.

 

Gli autori di questo studio presentano i risultati di una ricerca effettuata raccogliendo l'imaging tridimensionale delle cellule di 150 pazienti, effettuata con la nuova tecnologia Cell-CT.

 

I pazienti sono stati differenziati in tre categorie (normali, con fibrocisti benigna, o con epitelio mammario maligno).

 

Dallo studio emergono 4 tipologie di forme possibili: la prima tradizionale a fungo, con una maggior concavità e più sottile, la seconda con una concavità più leggera e più spessa, la terza di forma convessa e la quarta con una forma irregolare.

 

Secondo gli autori, a queste forme è associato un preciso stadio della malattia. Tale tecnica sarebbe più precisa rispetto al tradizionale metodo (misurazione 2D al micro-scopio) che è basata principalmente sulla misurazione del rapporto tra nucleo e citoplasma.

 

Ulteriore vantaggio della nuova tecnica proposta risiede nel fatto che si tratta di una tecnica quantitativa e non di un approccio qualitativo.

 

Fonte: www.plosone.org