24.11.2010
Micromagneti interpretano il cuore
I ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) hanno costruito un magnetometro atomico in grado di rilevare campi magnetici molto deboli.

I ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) hanno costruito un magnetometro atomico in grado di rilevare campi magnetici molto deboli.

Il dispositivo ha una superficie di circa un centimetro cubo, ed è stato testato al Physikalisch Technische Bundesanstalt (PTB) di Berlino, all’interno dell'edificio dotato del più alto isolamento magnetico del mondo.

Il sensore è costituito da un piccolo contenitore con circa 100 miliardi di atomi di rubidio in forma di gas, un laser infrarosso a bassa potenza, ed un ottica, ed è in grado di rilevare il segnale magnetico del battito cardiaco umano, aprendo la possibilità ad una nuova modalità di integrazione dell’ECG.

Il campo magnetico cardiaco è nell’ordine dei picotesla (il tesla è l’unità di misura che indica la forza di un campo magnetico).

Negli esperimenti presso PTB, il sensore del NIST è stato posto 5 millimetri al di sopra del petto (a sinistra) di una persona, posta in posizione supina.

Il sensore ha rilevato con successo il debole ma regolare pattern magnetico del battito cardiaco. Il medesimo segnale è stato registrato utilizzando il "gold standard" per le misure magnetiche, ovvero uno SQUID (superconductor quantum interference device), ed il confronto tra le due rilevazioni ha confermato che il mini sensore del NIST ha correttamente misurato il battito cardiaco ed ha individuato molte caratteristiche tipiche del segnale.

I risultati ottenuti suggeriscono l’utilizzo del mini-sensore NIST per fare magneto-cardiogrammi, ma non solo. Le proprietà dei sensori sono tali da consentire l’implementazione di una nuova tecnica emergente chiamatamagneto-relaxometria (MRX), che misura il decadimento della magnetizzazione di nanoparticelle magnetiche.

L’MRX è utilizzata per localizzare, quantificare e visualizzare le nanoparticelle magnetiche inserite nel tessuto biologico, per le applicazioni mediche quali i trattamenti farmacologici mirati.

 

Fontewww.medgadget.com, Ottobre 2010