19.03.2009
Valutare la severità delle emorragie del tratto-intestinale superiore per ottimizzare il percorso assistenziale
Le emorragie del tratto gastro-intestinale superiore sono una causa frequente di ricovero ospedaliero con un range annuo di 103-172 ricoveri ogni 100.000.

Le emorragie del tratto gastro-intestinale superiore sono una causa frequente di ricovero ospedaliero con un range annuo di 103-172 ricoveri ogni 100.000.

La valutazione della gravità delle emorragie è un fattore critico per definire l’appropriato percorso assistenziale del paziente.

Diffuso è l’utilizzo del punteggio Rockall che però non è tempestivo basandosi sui referti endoscopici. Un’alternativa è rappresentata dal punteggio sul sanguinamento Glasgow-Blatchford (GBS) che è stato ora validato in 4 grandi ospedali scozzesi e inglesi.

676 pazienti con emorragia del tratto gastrointestinale superiore sono stati arruolati al momento del primo contatto con gli ospedali partecipanti allo studio.

I dati personali, clinici, di trattamento e di esito sono stati rilevati. L’obiettivo in questa fase era di individuare, senza intervenire sul percorso del paziente, la bontà della scala GBS. In una fase successiva dello studio, è stato valutato l’impatto a livello clinico e organizzativo associato all’uso di tale scala clinica. Per 491 pazienti, che si sono rivolti al pronto soccorso, è stato deciso il ricovero o il ricorso ad endoscopia in sede ambulatoriale sulla base del punteggio GBS.

La curva ROC (Receiver-Operator Characteristic) ha evidenziato che la scala GBS era migliore rispetto alla scala Rockall nella capacità di prevedere l’intervento adottato (trasfusione o endoscopia) e l’esito (morte).

Nella seconda fase, il 22% dei pazienti è stato classificato a basso rischio dalla scala GBS e per il 68% di questi non vi è stata ospedalizzazione, mentre solo il 40% ha avuto bisogno di una endoscopia in ambulatorio. Si è stimato che nessuno (95% CI 0- 3%) dei pazienti a basso rischio aveva bisogno di un intervento sanitario.

Inoltre, si è stimato che l’uso della scala GBS potrebbe consentire, attraverso una migliore valutazione dei pazienti, un minore ricorso al ricovero ed un “risparmio” di 60.000-100.000 giornate letto annue per il sistema sanitario inglese.

 

Fonte: The Lancet 2009, 373:42-47