22.11.2007
Polipi e poliposi
Un polipo è una lesione rilevata sulla superficie mucosa dell'intestino: può essere sessile (cioè senza peduncolo) o peduncolati. Varie possono essere le dimensioni e la forma, nonché la tipizzazione istologica.

Un polipo è una lesione rilevata sulla superficie mucosa dell'intestino: può essere sessile (cioè senza peduncolo) o peduncolati. Varie possono essere le dimensioni e la forma, nonché la tipizzazione istologica.

  • polipi non neoplasticimetaplastici oiperplastici, sono piccoli (2-5 mm di diametro) simili a placche o a piccoli rilievi, di colore simile alla mucosa normale. Sono più frequenti negli anziani. Non degenerano mai ma, essendo la diagnosi possibile solo all'istologia, vanno rimossi comunque.
  • polipi amartomatosi sono delle malformazioni del tessuto muscolare e fibroso, non tendono a degenerare.
  • polipi giovanili (nei bambini sotto i 10 anni ma anche in età superiori; diametro di 1-2 cm), a superficie liscia, non tendono a degenerare o recidivare.
  • polipi infiammatori (definiti pseudopolipi), originano da malattie infiammatorie croniche, amebiasi, schistosomiasi, ischemia, da esiti cicatriziali esuberanti e non evolvono in forma neoplastica.
  • Gli adenomi costituiscono il tipo di polipi neoplastici più frequenti.


L'incidenza reale dei polipi nella popolazione generale è difficile da determinare: circa il 30% dei soggetti asintomatici di circa 50 anni, fino al 50% nei soggetti di oltre 65 anni.
La sede più frequente di localizzazione è il sigma (43%) seguito dal colon discendente (14%) trasverso (10%), colon ascendente (9%), ceco (8%) , retto (8%).
La percentuale di polipi cancerizzati varia dal 2% al 5.3% e il rischio di trasformazione aumenta in funzione delle dimensioni e del tipo istologico (circa il 3% degli adenomi tubulari, l'8% di quelli tubulo-villosi, il 9.5% dei villosi).

I polipi sono spesso asintomatici, ma i sintomi con cui possono presentarsi sono: sanguinamento, diarrea, mucorrea, prolasso e raramente l'occlusione per intussuscezione colo-colica.

La diagnosi può essere fatta mediante l'esplorazione rettale digitale (per le forme rettali), la rettocolonscopia, ed il clisma opaco.
La terapia prevede la loro asportazione. Le formazioni possono essere asportate per via transanale se localizzate nel retto ma è di gran lunga più frequente l'impiego della  procedura endoscopica. Solo in casi di  estrema difficoltà tecnica va previsto un intervento chirurgico laparoscopico o laparotomico.

La polipectomia endoscopica prevede l'utilizzo per lo più di pinze per biopsia e di anse diatermiche che consentono l'asportazione del polipo in blocco, o in frammenti ("piecemeal technique"). Le complicanze più frequenti (ma comunque rare) sono l'emorragia e la perforazione.

Nel follow up è opportuno eseguire una rettopancolonscopia dopo 3 anni dalla polipectomia, da ripetere dopo ulteriori 3 anni  nel caso venga rinvenuto ed asportato un nuovo polipo, dopo 5 anni in caso di negatività.

Se il polipo asportato endoscopicamente presenta degenerazione neoplastica maligna la strategia terapeutica può essere più complessa.

Talvolta il colon-retto presenta un numero elevato di polipi, condizione definita poliposi, di cui si conoscono differenti tipologie, tra cui la Poliposi adenoamatosa familiare (FAP), già descritta nel paragrafo delle alterazioni genetiche.

La diagnosi delle  poliposi familiari di solito è fatta nel corso di screening della famiglia di un paziente noto o in soggetti giovani con episodi di sanguinamento. Tutta la famiglia va sottoposta ad indagini ed eventuale trattamento. L'intervento chirurgico prevede l’asportazione  dell'intero colon-retto, la proctocolectomia restaurativa con confezionamento di pouch ileale.

Tra le sindromi familiari, molto rara è la poliposi amartomatosa, detta sindrome di Peutz-Jeghers, (patologia autosomica dominante) caratterizzata da polipi amartomatosi più frequentemente localizzati nel tenue, ma anche nello stomaco e colon, pigmentazione cutanea delle labbra e della bocca. La trasformazione neoplastica dei polipi amartomatosi è rara. Il trattamento prevede la polipectomia per via endoscopica, quando possibile,  o attraverso piccole enterotomie nel corso di intervento laparotomico o laparoscopico.

 
A cura di Prof. Doglietto Giovanni Battista