23.11.2010
Nuovo “micro” dispositivo portatile a raggi X
La Kyoto University ha annunciato di aver sviluppato il più piccolo dispositivo a generazione di raggi X mai costruito sinora.

Il dispositivo è alimentato da due batterie di tipo D che utilizzano due elettrodi di tipo acido litio tantalato installati all'interno di una teca di vetro.

L'apparato è di circa 3 centimetri di larghezza e 5cm di lunghezza.

Non appena viene fornita corrente elettrica, gli elettrodi generano calore, subendo ripetuti cicli di espansione e contrazione.

Grazie alle correnti ad alto voltaggio, il gas contenuto all’interno del dispositivo libera elettroni che, se focalizzati su un bersaglio, permettono di generare l’emissione della radiazione caratteristica. Dall’analisi della radiazione emessa vengono identificati gli elementi costitutivi del bersaglio.

Il sistema è stato testato su alcuni campioni di prova, che hanno evidenziato grandi potenzialità della tecnologia sia in termini difacilità di utilizzo (grazie alla facilità di trasporto legato alle dimensioni) sia in termini di velocità di funzionamento (per esempio un granello di sabbia è stato analizzato in tre minuti). Durante le prove effettuate, il gruppo di studiosi è riuscito ad analizzare un ottone, riuscendo a distinguere nitidamente il rame e lo zinco in esso contenuti.

E’ importante rimarcare come le convenzionali macchine generatrici di raggi X sono circa 1 m di lunghezza, larghezza e altezza e richiedono l’utilizzo presso strutture altamente specializzate, munite di spazi ed ambienti idonei ad ospitare le tradizionali apparecchiature radiologiche.

 

Fonte: The Nikkei Business Daily Sept. 27 edition - September 28, 2010