01.12.2011
Biopsia della prostata e PSA: evidenze e decisioni relative ai rischi ad esse associati
Si stima che 33 milioni di americani sui 44 milioni di uomini con almeno 50 anni abbia eseguito un test antigene prostatico specifico (PSA)

Oltre un milione di biopsie della prostata vengono eseguite annualmente all’interno del programma Medicare.

Si stima, inoltre, che 33 milioni di americani sui 44 milioni di uomini con almeno 50 anni abbia eseguito un test antigene prostatico specifico (PSA).

 

Questo mese sono uscite due pubblicazioni, la prima è incentrata sulla decisione di un panel di esperti statunitensi contro il ricorso al PSAper lo screening del tumore alla prostata a seguito dei rischi associati e della carenza di evidenze, supportate da studi randomizzati, di un adeguato rapporto benefici-rischi.

 

Il secondo studio, invece, ha indagato su un campione reale di pazienti le complicanze associate alla biopsia della prostata. Per fare ciò si sono confrontati i dati di 17.472 uomini sottoposti a biopsia tra il 1991-2007 con quelli di 134.977 pazienti con similari caratteristiche ma che non hanno effettuato la biopsia.

 

Il tasso di riospedalizzazione a 30 giorni è risultato del 6.9% per i casi rispetto al 2.7% per i controlli. Aggiustando il dato per età, gruppo etnico, regione di provenienza, anno e comorbidità, la biopsia della prostata risulta associata ad un rischio incrementale di riospedalizzazione di 2.65 (CI 95% 2.47-2.84).

 

Analogamente risulta associata ad un rischio incrementale di ricoveri per infezioni (OR 2.26, CI 95% 1.71-2.99) e complicanze non infettive (OR 8.48%, CI 95% 5.68-12.64).

 

I risultati non cambiano concentrando l’analisi sui pazienti con referto negativo dalla biopsia (82.9% dei casi). Per le complicanze legate ad infezioni emerge un loro incremento a partire dal 2000, che può essere spiegato con la diffusione delle resistenze antimicrobiche.

 

Invece, i dati aggiustati sulla mortalità, riportano una mortalità a 30 giorni inferiori per i casi (OR 0.29, CI 95 % 0.22-0.38). Lo studio, nonostante le sue limitazioni, pone il problema della corretta selezione dei pazienti da sottoporre a biopsia della prostata al fine di minimizzare i rischi correlati all’intervento.