25.10.2010
L’autismo si può diagnosticare?
Un gruppo di ricercatori della King’s College London ha sviluppato uno scanner cerebrale che potrebbe identificare tipologie di autismo sulla base della morfologia della materia grigia cerebrale.

Un gruppo di ricercatori della King’s College London ha sviluppato unoscanner cerebrale che potrebbe, a quanto si dice, diagnosticare l’autismo negli adulti. Lo scanner, che utilizza la tecnologia MRI (Risonanza Magnetica Nucleare) per ottenere immagini del cervello, può identificare tipologie di autismo basate sulla morfologia della materia grigia cerebrale.

I risultati del primo studio effettuato con l’ausilio di questo tipo di scanner, sono stati pubblicati sul Journal of Neuroscience. Per la realizzazione dello studio, il team di studiosi ha utilizzato uno scanner MRI per acquisire immagini della materia grigia cerebrale.

Tramite una particolare tecnica di elaborazione grafica, le immagini sono state utilizzate per effettuare una ricostruzione tridimensionale delle zone scansionate. Tale ricostruzione ha permesso una valutazione accurata della struttura, della forma e dello spessore delle aree di indagine, evidenziando eventuali correlazioni con l’ASD (Autism Spectrum Disorder). I ricercatori hanno arruolato 20 persone adulte sane, 20 pazienti adulti con ASD e 19 adulti con ADHD (Attention-deficit hyperactivity disorder).

Tutti i partecipanti erano di sesso maschile, di età compresa fra 20 e i 68 anni.

Dopo una prima diagnosi mediante i metodi tradizionali (test QI, intervista psichiatrica, esami fisici e test sanguigni), gli scienziati hanno utilizzato la nuova metodica di scansione come metodo comparativo. La scansione cerebrale ha evidenziato risultati altamente efficaci nell’identificazione degli individui affetti da autismo e potrebbe un giorno risultare un rapido strumento diagnostico per la diagnosi della malattia.

prossimi passi prevedono l’affiancamento della nuova tecnologie a metodiche di tipo biologico, per affinare la sensibilità dello strumento ed ampliare lo spettro di applicazione nel campo della medicina.

 

Fonte: The Journal of Neuroscience, August 11, 2010