30.03.2009
Nuovi monitor non invasivi per riconoscere gli shock circolatori
Dispositivo per la rilevazione non invasiva dei parametri vitali permetterà di rilevare più velocemente gli shock circolatori.

I ricercatori della Massachusetts Medical School hanno sviluppato un nuovo dispositivo per la rilevazione non invasiva di segnali di parametri vitali, che permetterà in futuro di rilevare più velocemente di qualsiasi altro dispositivo oggi presente sul mercato, l’insorgenza di shock circolatori.

Normalmente i pazienti in condizioni critiche (perdita massiva di sangue ed infezioni sistemiche) vengono sottoposti a monitoraggio continuativo per la rilevazione dei cambiamenti di pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e della saturazione di ossigeno.

Tale monitoraggio risulta spesso poco efficace, in quanto incapace di decifrare la reale consistenza clinica dei dati rilevati. Infatti la criticità principale dei monitor non invasivi attualmente utilizzati, consiste nel non saper decifrare se i valori rilevati siano reali oppure indotti da meccanismi di compensazione fisiologici che, in caso di peggioramento delle condizioni del paziente, mantengono stabili (e quindi non alterati) i parametri vitali.

Spesso quando le variazioni dei parametri iniziano ad essere rilevabili, è già troppo tardi per intervenire poiché il paziente a questo punto è già andato in shock.

Uno dei principali meccanismi fisiologici di compensazione è basato sulla capacità del corpo umano di convogliare, in caso di shock circolatorio, il flusso sanguigno dai tessuti meno bisognosi di ossigeno (muscoli ed organi interni) a quelli più bisognosi (cuore e cervello).

La possibilità di rilevare la distribuzione di ossigeno direttamente a livello muscolare anziché a livello vascolare, permetterebbe di bypassare l’effetto di confondimento dovuto ai meccanismi di adattamento fisiologici, permettendo di avere un quadro reale della situazione cardiovascolare a livello periferico.

E’ proprio su tale principio che si basa il funzionamento del nuovo dispositivo, esso infatti riesce a determinare (attraverso un algoritmo computerizzato) i livelli di ossigeno, di PH e di Ematocrito, attraverso l’analisi e l’elaborazione dello spettro di luce infrarossa riflessa dai tessuti muscolari (rilevata attraverso appositi sensori), allorquando vengono colpiti da un fascio incidente.

Per ottimizzare le misurazioni, l’algoritmo di calcolo effettua un’elaborazione automatica fra lo spettro della luce riflessa dai tessuti muscolari e lo spessore dei tessuti grassi attraversati dal fascio di luce infrarossa incidente.

Alcuni studi recentemente condotti hanno dimostrato che la nuova tecnologia riesce a rilevare la variazione di alcuni parametri vitali ancor prima che tale variazione sia visibile ai normali sistemi di monitoraggio non invasivi oggi disponibili.

Ciononostante, prima che il dispositivo possa essere immesso sul mercato, sarà necessario ottenere l’approvazione da parte della U.S. Food and Drug Administration.