22.03.2013
Le disosmie: l'olfatto alterato
Alcune malattie possono alterare totalmente o parzialmente la capacita' di percepire uno o più odor:: si parla di anosmie o di iposmie, di disosmie di trasmissione, di percezione o di conduzione.

Con la patologia disosmia, transitoria o permanente, si identifica l'alterazione della capacità di percepire uno o più odori. Una disosmia può implicare una perdita completa dell'olfatto (l'anosmia) o una perdita parziale (l'iposmia).

Queste patologie costituiscono spesso un quadro clinico assai complesso di difficile valutazione soprattutto per le strette correlazioni esistenti tra olfatto e gusto e anche perché, non raramente, all'iposmia e all'anosmia si associano altre forme di alterazione qualitativa del gusto.
Se si eccettuano le rare forme di anosmia congenita legata a mancato sviluppo delle vie e dei centri olfattivi o a malformazioni dell'etmoide, le turbe acquisite della funzione olfattoria di tipo deficitario possono essere suddivise in disosmie di trasmissione e disosmie di percezione.

Alle disosmie di trasmissione appartengono le turbe dell'olfatto che, nonostante l'assoluta integrità delle vie e dei centri olfattori, possono determinarsi per cause meccaniche (traumi con deformazioni della piramide nasale, interventi chirurgici, deviazioni alte del setto nasale, corpi estranei delle fosse nasali, dei seni paranasali e del cavo rinofaringeo responsabili di una ostruzione nasale uni o bilaterale), processi infiammatori della mucosa nasale (riniti acute, sinusiti, polipi delle fosse nasali, riniti croniche) e difetti della respirazione (in seguito a tracheotomia o asportazione chirurgica del laringe, malformazioni congenite, ecc.).

Le disosmie di percezione sono invece secondarie a lesioni delle vie o dei centri olfattivi; spesso queste forme si mescolano con processi patologici della mucosa respiratoria nasale di ordine ostruttivo come per esempio nell'allergia naso-sinusale in cui l'edema responsabile della ostruzione nasale finisce per investire anche la mucosa olfattoria. Altre cause diverse sono per esempio l'età cui va attribuita la progressiva rarefazione dei recettori nervosi; le infezioni virali come l'influenza; le intossicazioni da sali di cromo, piombo, mercurio, abuso di tabacco, di vasocostrittori, morfina, cocaina, ecc; le intossicazioni endogene come per esempio l'uremia, il diabete, ecc.

Infine vanno menzionate le disosmie di conduzione dovute a lesioni delle vie olfattive. Le cause che le determinano sono per lo più i traumi cranici, le malattie ossee non traumatiche (mieloma multiplo, malattia di Paget, ecc.), i tumori, i processi degenerativi come la sclerosi a placche e le polinevriti tossiche o metaboliche (per esempio il diabete).

 La diagnosi si fonda su una accurata anamnesi e sugli esami specialistici rinologici (rinoscopia anteriore e posteriore, endoscopia nasale). Utili ragguagli vengono forniti dalla TAC e dalla RMN; infine si potrà ricorrere all'esame della funzionalità respiratoria nasale (rinomanometria) e di quella olfattiva (elettro-olfattogramma o potenziali evocati olfattivi).

Il trattamento delle varie forme di disosmia sarà medico o chirurgico e dovrà tendere ad eliminare le cause più facilmente evidenziabili (ostruzioni meccaniche nasali, fenomeni allergici naso-sinusali, processi flogistici della mucosa delle fosse nasali e dei seni paranasali, sostanze tossiche, ecc.).

 

A cura di: Prof. Patriarca Giampiero, Prof. Schiavino Domenico, Dott.ssa Nucera Eleonora