21.11.2009
Nuove tecnologie per il ripristino delle capacità motorie
La speranza di tornare a camminare per le persone paraplegiche con lesioni del midollo spinale è sempre stata legata alla scoperta di nuove tecnologie, capaci di riparare le fibre nervose danneggiate.

a speranza di tornare a camminare per le persone paraplegiche con lesioni del midollo spinale è sempre stata legata alla scoperta di nuove tecnologie, capaci di riparare le fibre nervose danneggiate.

Uno studio effettuato su cavie animali, ha evidenziato che buona parte della mobilità degli arti, potrebbe un giorno essere recuperatasenza ricorrere alla riconnessione fisica fra cervello e muscoli paralizzati.

Gli scienziati dell’UCLA (University of California, Los Angeles) infatti, hanno sviluppato una nuova metodologia di trattamento, che prevede l’utilizzo di farmaci, di stimolazione elettrica del midollo spinale e di una serie dimovimenti forzati, dovuti all’utilizzo di un tapis-roulant.

Il gruppo di scienziati ha testato la nuova metodica su ratti che presentavano una compromissione totale del midollo spinale, e una paralisi totale delle zampe posteriori.

Dopo aver posizionato le cavie sul tapis-roulant in movimento, gli studiosi hanno somministrato farmaci che agiscono direttamente sulla serotonina (principale neuro trasmettitore muscolare), applicando contemporaneamente sul midollo spinale (al di sotto della zona danneggiata) piccole scariche di corrente elettrica.

La combinazione della stimolazione elettrica e delle sensazioni derivanti dal movimento forzato sulle zampe poggiate sul tapis-roulant, ha innescato il funzionamento del circuito spinale di generazione del ritmo e favorito il movimento delle zampe posteriori paralizzate.

L’allenamento quotidiano su tapis-roulant, ripetuto per alcune settimane, ha evidenziato un recupero completo delle capacità di deambulazione, incluso movimenti all’indietro, laterali e velocità di corsa.

Tuttavia, il danneggiamento permanente delle connessioni cerebrali con il circuito midollare di generazione del ritmo di camminamento, non ha permesso alle cavie l’attivazione volontaria dei task motori.

Tale inconveniente, spiegano gli studiosi, potrebbe essere superato negli uomini, utilizzando dispositivi neuro-protesici che fungono da ponte di collegamento per l’attivazione del circuito spinale di generazione del ritmo.

 

 

Fonte: www.medgadget.com, september 21, 2009