18.04.2007
Le rinosinusiti infettive
Le patologie infiammatorie naso-sinusali sono classificate come rino-sinusiti, che possono presentarsi in forma acuta o cronica. Quali le cause, i sintomi e le cure?

Il sintomo tipico delle rinosinusiti infettive è la fuoriuscita di muco denso, giallo-verdastro, che “macchia il fazzoletto”, che può essere mono o bilaterale e che generalmente è espressione di flogosi purulenta rino-sinusale acuta o cronica. In considerazione della continuità anatomica, dell'etiopatogenesi comune e della interdipendenza fisiopatologica tra fosse nasali e cavità sinusali, la distinzione fra riniti e sinusiti appare ormai superata; le patologie flogistiche naso-sinusali, infatti, vengono correntemente raggruppate e definite con il termine più appropriato di rino-sinusite.

Le rino-sinusiti acute

Per Rino-Sinusite Acuta si intende una condizione infiammatoria di natura infettiva della mucosa rinosinusale, la cui sintomatologia non persiste per più di 4 settimane ed in genere seguita da una completa “restituito ad integrum”.
L'etiologia della rino-sinusiti acute è molteplice:

  • Agenti virali e/o batterici
  • Rinosinusiti baro-traumatiche
  • Riniti vasomotorie specifiche e aspecifiche complicate da sovrainfezione batterica
  • Corpi estranei
  • Traumi del massiccio facciale con o senza fattura
  • Estrazioni dentarie
  • Infezioni rino-sinusali

La sintomatologia è caratterizzata oltre che dalla rinorrea purulenta, anche dal dolore sordo, più violento al mattino. Completano il quadro clinico l'edema dei tessuti molli, la febbre, la fotofobia, la stenosi nasale e il torpore intellettuale.

La diagnosi di rinosinusite acuta non può prescindere da un'accurata valutazione anamnestica, dall'esame clinico e dalla valutazione radiologica.

La rinoscopia anteriore e posteriore permettono di evidenziare l'iperemia diffusa e l'edema della mucosa delle fosse nasali, la presenza dell'essudato a livello delle cavità nasali. Le fibre ottiche rigide e flessibili consentono di valutare in dettaglio le aree chiave di confine dei compartimenti sinusali.

L'esame clinico può essere completato dall'indagine radiografica mediante l'RX cranio con proiezioni per studio dei seni paranasali.

La terapia è essenzialmente medica (antibiotici e decongestionanti nasali).

 
Le rino-sinusiti purulenti croniche

Per Rino-Sinusite Purulenta Cronica si intende una condizione infiammatoria naso-sinusale, in cui la sintomatologia si protrae per oltre 12 settimane. Deve essere fortemente sospettata in presenza di due o più dei seguenti sintomi per più di due mesi:

  • rinorrea purulenta anteriore o posteriore,
  • ostruzione nasale,
  • algie cranio facciali o senso di pesantezza prevalentemente mattutino nelle regioni precedentemente indicate,
  • riduzione o perdita della sensibilità olfattiva.

La comparsa di intensa sintomatologia dolorosa si accompagna in genere a riacutizzazioni del processo flogistico cronico.

Per quanto riguarda la loro classificazione, una prima grossa distinzione deve essere fatta fra:

  • le rino-sinusiti croniche con poliposi naso-sinusale, in cui prevale una reazione immunitaria prevalentemente eosinofila,
  • le rino-sinusiti croniche senza degenerazione polipoide della mucosa naso-sinusale, in cui prevale una reazione immunitaria prevalentemente neutrofila.

Le rinosinusiti croniche non associate a poliposi nasale possono essere a loro volta suddivise in forme semplici e ipertrofiche.
Nelle forme semplici il sintomo prevalente è la secrezione muco-purulenta cronica. Questa forma predilige l'età infantile. Sono frequenti le riacutizzazioni nei mesi invernali e il miglioramento nei mesi estivi soprattutto durante il soggiorno in località marine.
Nelle forme ipertrofiche l'aspetto ostruttivo prevale su quello secretivo. La persistenza della ostruzione si può complicare con le negative ripercussioni sugli organi vicini quali l'otite media secretiva e le flogosi recidivanti delle vie aeree inferiori. L'infiammazione a decorso attenuato nella cavità sinusale può determinare ipersecrezione di muco denso che può determinare occlusione delle vie naturali di drenaggio. Questo fenomeno è alla base dei meccanismi fisiopatologici del mucocele, rappresentato da una formazione cistica delimitata da una parete fibrosa, contenente liquido filante di colorito giallo-verdastro, simile a colla e asettico.

 

Per la diagnosi valgono gli stessi criteri e modalità indicati per le forme purulente acute.

Tuttavia dobbiamo ricordare l'importanza di una accurata valutazione endoscopica delle cavità nasali mediante fibre ottiche rigide o flessibili e la necessità di uno studio TC senza mezzo di contrasto del massiccio facciale per una esplorazione affidabile delle cavità nasali e sinusali seguito o meno da una RM.

Le terapia medica delle rinosinusiti purulente croniche sono poco efficaci e si avvalgono di cure generali (vitamine e sostanze iodo-arsenicali) e locali (cortisonici locali) non escluse quelle termali (crenoterapia sulfurea); da prescrivere è l'uso prolungato di vasocostrittori, responsabili di riniti croniche medicamentose di riscontro sempre più frequente.

La terapia chirurgica quindi rimane essenziale e consiste nella toilette accurata del seno interessato e nella creazione di un'ampia via di drenaggio tra cavità sinusale e fossa nasale ipsilaterale, nel massimo rispetto possibile dell'integrità anatomica e funzionale di tali strutture.