29.01.2008
Quali esami per le urgenze in urologia
Le urgenze urologiche (quali ad esempio i traumi dell'apparato uro-genitale, lo scroto acuto, la colica renale e gli eventi ostruttivi urologici) sono tra le patologie piu' frequenti riscontrate in Pronto Soccorso; raramente pero' e' presente nell'Emergency Room lo specialista urologo.

Le urgenze urologiche (quali ad esempio i traumi dell’apparato uro-genitale, lo scroto acuto, la colica renale e gli eventi ostruttivi urologici) sono tra le patologie più frequenti riscontrate in Pronto Soccorso; raramente però è presente nell’Emergency Room lo specialista urologo.
Di qui l’importanza di identificare precise linee guida d’azione di fondamentale interesse per il paziente, che può così beneficiare di diagnosi più rapide, cure migliori e tecniche all’avanguardia.

 Alle “Urgenze in Urologia” è stato dedicato lo scorso novembre il workshop multidisciplinare organizzato dalla Cattedra di Urologia dell’Università Cattolica con il patrocinio della Società Italiana di Urologia (SIU), cui sono intervenuti gli esperti Alessandro D’Addessi, Mario Giustacchini, Francesco Sasso, Gaetano Gulino, Antonio Destito, Americo Testa, Anna Lia Valentini, coordinati dal prof. Pierfrancesco Bassi, direttore dell’Unità operativa di Urologia del Gemelli.

Di seguito la sintesi delle linee guida discusse nel corso dei lavori.
Per la pratica clinica delle coliche renali l’esame radiologico da richiedere è la TC spirale addome senza mezzo di contrasto (l’associazione della Rx diretta addome e dell’ecografia risulta essere più costosa, meno rapida e meno accurata nella diagnosi). Il ricovero è richiesto solo in caso di dolore refrattario a trattamento farmacologico, anuria, febbre o insufficienza renale acuta.

Per quanto riguarda la diagnosi dei traumi renali, un’importanza centrale assumono sia il valore dell’ematocrito sia, e soprattutto, la TC addome con mezzo di contrasto (necessaria nei traumi penetranti, nei traumi pediatrici e nei traumi da caduta). Per il trattamento di tali traumi si sta sempre più affermando un approccio conservativo e di preservazione dell’organo (tale atteggiamento risulta valido solo qualora le condizioni del paziente lo consentano), mentre l’esplorazione chirurgica viene riservata solo ai casi più gravi.

Il trauma vescicale è una patologia sempre più frequente nei politraumi con fratture di bacino ed è associata spesso a lesioni dell’uretra.

L’indicazione è quella di non posizionare catetere vescicale, soprattutto in presenza di uretrorragia, e in ogni caso effettuare sempre un’analisi diagnostica tramite uretrocistografia retrograda o UroTC. Il trattamento dei traumi vescicali prevede ’esplorazione chirurgica solo nelle rotture intraperitoneali di vescica. Negli altri casi si può utilizzare un approccio non chirurgico mediante posizionamento di catetere.

In caso di sospetto trauma uretrale, il catetere vescicale non va posizionato. La diagnostica prevede l’esecuzione di uretrografia retrograda e cistografia transcistostomica se il trauma ha reso necessario il posizionamento di una cistostomia sovrapubica.

Nei casi di traumi testicolari, l’esecuzione dell’ecodoppler testicolare rappresenta il gold standard diagnostico. L’esplorazione chirurgica è quasi sempre consigliata.

Di fronte alla diagnosi “dolore testicolare” (tra le più frequenti emesse dai Pronto Soccorso, e spesso tra le più inadeguate) sorge la necessità di una diagnosi differenziale che tenga conto della regola delle “4T” (torsione, trauma, “testicolite”, tumore) e della varietà della sintomatologia sottesa ai traumi testicolari.

Con particolare riferimento allo “scroto acuto”, l’ecodoppler testicolare è l’esame risolutivo e, se positivo per torsione testicolare o funicolare, richiede l’esecuzione di procedura chirurgica entro 4-6 ore.

Le ostruzioni, in campo urologico, possono avere molteplici cause e sono tra le patologie più frequenti. Nel caso specifico delle ostruzioni delle alte vie, gli ultimi studi hanno fatto emergere le seguenti indicazioni:

  • posizionamento di stent nelle ostruzioni benigne e croniche;
  • nefrostomia percutanea in caso di complicanze postoperatorie, idropionefrosi o ostruzione neoplastica.

Nel campo delle metodiche di imaging, un posto di rilievo viene occupato dalla nuova metodica ecografica Ecofast, estremamente utile, efficace e dalle importanti potenzialità diagnostiche in urgenza.

In sintesi, i gold standard diagnostici per le patologie urologiche urgenti sono:

  • per i traumi renali: TC addome con mdc;
  • per i traumi vescicali: CistoTC;
  • per i traumi uretrali anteriori: Uretrografia retrograda;
  • per i traumi uretrali posteriori: UretroTC;
  • per le coliche renali: TC spirale addome senza mdc.