29.08.2007
Il nuovo giubbino per le diagnosi psichiatriche
La diagnosi delle malattie mentali è da sempre considerata molto complessa e delicata, in quanto non esistono test di laboratorio, o specifiche strumentazioni diagnostiche, che possano in qualche modo supportare ed oggettivare la veridicità della diagnosi.

La diagnosi delle malattie mentali è da sempre considerata molto complessa e delicata, in quanto non esistono test di laboratorio, o specifiche strumentazioni diagnostiche, che possano in qualche modo supportare ed oggettivare la veridicità della diagnosi.

Alcuni studiosi americani hanno elaborato una nuova metodica di diagnosi psichiatrica, basata sullo studio del comportamento umano e sull’utilizzo di un nuovo device computerizzato. Secondo i ricercatori, il monitoraggio del paziente con questa strumentazione, permetterebbe di effettuare diagnosi psichiatriche più accurate, e di testare con più precisione l’efficacia di alcuni trattamenti terapeutici.

 

Tale strumento, chiamato “Monitor di Schemi Comportamentali ” è costituito da:

 

  • un giubbino computerizzato, da far indossare al paziente, su cui viene montato un accelerometro per la misurazione di parametri cinematici come velocità e accelerazione dei movimenti;
  • un sistema video fisso, che riprende in tempo reale i movimenti nello spazio del giubbino (del paziente), e che trasmette i dati relativi all’orientamento spaziale del paziente ed alle traiettorie da esso seguite;
  • un sistema di sensori e trasduttori, direttamente montati sul giubbino, che misurano le risposte fisiologiche del paziente durante l’esecuzione di semplici task motori (deambulazione, movimenti degli arti,...) e durante l’esplorazione di nuovi ambienti spaziali;
  • un sistema di elaborazione (computer) che, a partire dai dati ricevuti dai sistemi di rilevamento (telecamere, sensori e trasduttori), genera un opportuno set di dati numerici, rappresentativi del fenomeno osservato.

 

 

Secondo gli sviluppatori, tramite l’uso di questo strumento, sarà possibile per gli psichiatri, ottenere dati attendibili sulle attitudini psicologiche del paziente, e ridurre sensibilmente il margine d’errore nella diagnosi di patologie mentali che presentano sintomatologie molto simili e difficilmente distinguibili con un semplice test empirico. A tal proposito, si pensa che tale apparecchiatura potrà essere utilizzata sia per lo studio di patologie mentali complesse come la Schizofrenia o la Sindrome Bipolare, ma anche per applicazioni commerciali, laddove sarà necessario per le aziende farmaceutiche, testare l’efficacia clinica di alcuni farmaci e gli effetti psicofisici da essi indotti.

Ad oggi, sono pochi gli studi che hanno utilizzato il Monitor di schemi comportamentali per l’individuazione e la diagnosi di disordini psichiatrici; nei prossimi anni (si pensa un biennio), i ricercatori sperano di poter migliorare il sistema, effettuando uno studio sperimentale che possa coinvolgere numerosicentri di ricerca, e che possa dare risposte concrete a molte delle incognite che ancora sussistono in questo campo della medicina.

 

Fonte: Computerized Vest Hepls Diagnose Mental Disorders – Technology Review , 31 May 2007