Capire la medicina

La malattia, i sintomi, la diagnosi

Le leucemie secondarie si differenziano dalle leucemie “de novo” rispetto al modo in cui si manifestano.

 

Le leucemie “de novo” solitamente insorgono all’improvviso, senza alcuna motivazione: si va a fare un esame del sangue per un controllo, perché per esempio si accusa stanchezza o si ha febbre, o qualche perdita di sangue dal naso o dalle gengive. Dalla la risposta dell’emocromo si può formulare una diagnosi di leucemia acuta.

 

Una leucemia secondaria, invece, è un evento possibile a seguito di un trattamento di un'altra neoplasia, quale il tumore della mammella o un linfoma. Nei controlli periodici, che si effettuano per 5-10 anni dopo una terapia oncologica, alcuni valori del sangue possono risultare alterati, segnalando l'eventuale insorgenza di questa patologia.

 

La causa scatenante delle leucemie secondarie sono proprio i farmaci necessari per la cura del primo tumore, che in alcuni casi possono avere un’azione pro-leucemogena: questi farmaci, essenziali per debellare il tumore primitivo, possono danneggiare anche l’organismo a livello del midollo osseo, alterando lo sviluppo delle cellule del sangue che si formano in questo tessuto.

 

Dopo quanto tempo si può manifestare una leucemia secondaria? I tempi medi di latenza tra quando il farmaco viene somministrato e quando può svilupparsi la patologia dipendono dal tipo di farmaco pro-leucemogeno: in media si parla di 5-7 anni nel caso dei farmaci alchilanti e di 2-3 anni nel caso dei farmaci che inibiscono l'enzima topoisomerasi-2. È una delle ragioni per cui agli ex-pazienti oncologici sono raccomandati una serie di controlli periodici per almeno 5 anni; dopo questo periodo diminuisce sensibilmente la probabilità di sviluppare complicazioni.

 

I sintomi che caratterizzano le leucemie secondarie non si discostano da quelli tipici delle leucemie “de novo”: anemia, debolezza, affaticamento, stanchezza sono i segnali di allarme più diffusi. Poiché, il danno di questo tipo di patologie è anche a carico delle piastrine e dei globuli bianchi, le difese dell'organismo contro le emorragie e le infezioni diminuiscono.

 

È sufficiente fare un esame del sangue di routine per un'iniziale diagnosi di leucemia; con un emocromo è possibile avere alcune indicazioni di base, eventualmente da approfondire attraverso esami di secondo livello, quali un aspirato midollare.

 

La cura dipende dalle condizioni del paziente e dallo stato di regressione del tumore iniziale. Generalmente, le possibilità di terapia di una leucemia secondaria sono analoghe a quelle di una leucemia “de novo”. Sono interessanti i possibili sviluppi delle procedure trapiantologiche per le quali, tuttavia, non si è ancora a uno stadio soddisfacente.



06/12/2006