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Estate: dalle zanzare alle meduse, ecco i rischi delle vacanze
Vipere in campagna, meduse al mare, zanzare e api ovunque. Le vacanze nascondono rischi spesso sottovalutati, ma che possono anche essere fatali.
Il Centro antiveleni del Policlinico Gemelli ha stilato un elenco dei maggiori 'nemici' dei vacanzieri, con tutte le contromisure da adottare.
Si parte dalle vipere: la prevenzione consiste nell'indossare pantaloni lunghi o scarponi alti, fare attenzione a dove si mettono le mani, scostare rami e foglie con un bastone. Se si viene morsi, non si corrono rischi vitali per almeno due ore, quindi la cosa più importante è di rimanere tranquilli, attivare i soccorsi (118) e farsi portare all'ospedale più vicino. No a procedure fai da te: non ne è dimostrata l'efficacia e possono causare ulteriori danni.
Da non sottovalutare anche gli incontri ravvicinati con api e vespe, la cui puntura provoca edemi e dolore intenso. Acqua fredda o ghiaccio sono utili localmente, ma si possono utilizzare anche creme a base di cortisonici e, in caso di dolore intenso e persistente, analgesici e antinfiammatori da banco. Mentre gli antistaminici in crema non servono, ed è assolutamente sconsigliata la tradizionale ammoniaca, che può peggiorare l'irritazione. Nel complesso, il rischio più serio è lo shock anafilattico: chi ha già avuto reazioni simili dovrebbe portare sempre con sé una fiala di adrenalina.
Altri problemi per la salute possono venire da zanzare, zecche e tafani. Le zecche, in particolare, possono trasmettere infezioni come la rickettsiosi, la meningoencefalite virale (TBE) e la borreliosi di Lyme. Per staccarle occorre usare un paio di pinzette, il più possibile vicino alla cute, evitando di strappare, schiacciare o torcere il corpo del parassita e tirando solo quando si è sicuri della presa. Danneggiando la zecca infatti, si produce la fuoruscita della saliva o del contenuto intestinale e si può facilitare la trasmissione delle malattie. Per quanto riguarda le zanzare, la prevenzione più efficace è ridurre e svuotare i ristagni d'acqua. Soprattutto attenzione ai copertoni abbandonati: basta un po' d'acqua piovana e diventano il luogo di sviluppo ideale per questa specie. E dove l'acqua non si può eliminare del tutto (vasi, piccole fontane, piscine) si possono inserire dei fili di rame (o monetine da un centesimo di euro) per rendere l'acqua chimicamente meno ospitale per le larve.
Anche il mare nasconde pericoli: le meduse anzitutto, che provocano un'irritazione della pelle che va trattata con creme a base di antistaminici e cortisonici. Ma anche oltre 200 specie di pesci velenosi, dal pesce scorpione alla razza. Quest'ultima, riesce a produrre ferite anche mortali (è il caso di un giovane rugbysta morto in Costa Smeralda per una ferita penetrante in addome). Sott'acqua, quindi, tenere gli occhi bene aperti.
Fonte: AGI |
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