25.10.2012
Allergologia e Immunologia Clinica: i risultati delle terapie desensibilizzanti
Fonte: SS Ufficio stampa

Roma, 25 ottobre 2012. Le patologie da cellule effettrici e da deficit immunitari; la desensibilizzazione nell'allergia respiratoria e alimentare, al veleno da imenotteri e al nichel; le reazioni avverse a farmaci, le patologie autoimmuni e auto infiammatorie; le controversie in allergologia e immunologia clinica. All'approfondimento di queste tematiche è dedicato ilSecondo Corso di aggiornamento in allergologia promosso dalla Scuola di Specializzazione in Allergologia dell'Università Cattolicache si svolgerà venerdì 26 e sabato 27 ottobre 2012 (Aula Brasca, Policlinico Gemelli, L.go F. Vito, 1, inizio lavori ore 9.00).

Il fitto programma delle due giornate esaminerà, attraverso l'esposizione di casi clinici, alcune delle patologie autoimmuni e allergologiche di maggiore impatto epidemiologico e affronterà la gestione diagnostica e terapeutica dei pazienti con allergopatie respiratorie, intolleranza medicamentosa, orticaria cronica e malattia celiaca.

In particolare, una sessione del convegno sarà dedicata alla terapia desensibilizzante in tutte le forme di allergia che ha reso sicura sia la terapia sottocutanea che quella sublinguale per le allergie respiratorie, quali rinite asma bronchiale.

"Il nostro Centro - anticipa Domenico Schiavino, direttore dell'Unità Operativa di Allergologia del Policlinico Gemelli e responsabile scientifico del corso - si occupa ormai da decenni della desensibilizzazione per via sublinguale-orale utilizzata per trattare pazienti con allergia alimentare da latte, uovo, pesce, arachide, che a oggi ha fatto riscontrare una percentuale di successi in circa l'80% dei casi da noi seguiti. Il trattamento desensibilizzante è in genere ben tollerato dalla maggior parte dei pazienti e permette di reintrodurre nella dieta alimenti altrimenti vietati, la cui eliminazione è di difficile accettazione e di mancato reinserimento sociale, e la cui accidentale ingestione può provocare manifestazioni cliniche gravi. Tali protocolli prevedono che il trattamento venga eseguito domiciliarmente e seguito periodicamente dal nostro personale medico. Procediamo con una fase di induzione caratterizzata dalla somministrazione giornaliera di dosi crescenti dell'alimento fino al raggiungimento della dose massima e una fase di mantenimento in cui il paziente deve assumere l'alimento almeno due volte alla settimana per mantenere lo stato di tolleranza".

Anche l'allergia al lattice è di gran lunga punto di forza delle attività clinico-terapeutiche del Servizio di Allergologia del Gemelli. La sicurezza e il beneficio della desensibilizzazione sublinguale con il lattice ha permesso di migliorare la qualità di vita a molti pazienti che grazie a tale trattamento hanno potuto reintegrarsi nelle proprie attività lavorative (basti pensare al personale medico e paramedico) e praticare tutte le eventuali visite medico-specialistiche, esami strumentali ed interventi chirurgici senza problemi.

"Da tempo - continua Schiavino - curiamo con successo tutti quei pazienti affetti da allergia al veleno di imenotteri per i quali l' immunoterapia sottocutanea specifica è necessaria e indispensabile per la salvaguardia della propria vita. La nostra esperienza, consolidata nel tempo, ha permesso alla totalità dei pazienti trattati sia per veleno di vespa, ape e calabrone di sottoporsi senza problemi alle somministrazioni mensili del trattamento iposensibilizzante, monitorizzandone costantemente, con periodici controlli, la sicurezza e l'efficacia. A tale proposito è da segnalare come i nostri pazienti vengano, al termine della desensibilizzazione specifica, sottoposti anche alla prova dello Sting Challenge test in terapia intensiva facendoli pungere direttamente dall'imenottero responsabile dell'allergia; essi non hanno mai presentato reazioni sistemiche e ci hanno così permesso di interrompere il trattamento dopo cinque anni dall'inizio come consigliato dalle linee guida".

Infine, anche nell'ambito dell'allergia sistemica al nichel solfato l' èquipe medica del Gemelli effettua un trattamento iposensibilizzante specifico orale, che ha finora consentito a un alto numero di pazienti trattati di reintrodurre nel regime dietetico gli alimenti contenenti nichel senza presentare più alcuna reazione avversa, né gastrointestinale né cutanea.

Tra i moderatori e i relatori presenti nelle due giornate del corso si segnalano: Enrico Maggi, direttore della Scuola di specializzazione in Allergologia e Immunologia clinica dell' Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze; Gianni Marone, direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Scienze cardiovascolari e immunologiche dell'Università degli studi Federico II di Napoli; Gianpietro Semenzato, direttore dell'Unità Operativa di Ematologia ed Immunologia Clinica del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università degli Studi di Padova; Nunzio Crimi, professore ordinario di Malattie Respiratorie della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Catania; Massimo Fiorilli, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Immunologia clinica del Policlinico Umberto I di Roma; Raffaele D'Amelio, responsabile del reparto di Medicina 1 dell'Azienda Ospedaliera Universitaria e Policlinico Sant'Andrea di Roma;Roberto Perricone, direttore dell'Unità Operativa di Reumatologia del Policlinico Tor Vergata di Roma; Amato De Paulis, Dipartimento di Medicina Clinica e Scienze cardiovascolari e immunologiche dell'Università degli studi Federico II di Napoli; tra i docenti dell'Università Cattolica:Raffaele Landolfi, direttore del Dipartimento di Scienze Mediche;Gianfranco Ferraccioli, direttore dell' Unità Operativa di Reumatologia-Complesso Integrato Columbus; Salvatore Valente, direttore dell'Unità Operativa di Pneumologia; Antonio Gasbarrini, professore ordinario di Gastroenterologia; Raffaele Manna, professore associato di Medicina interna e geriatria e Claudio Feliciani, professore associato di Clinica Dermosifilopatica.


  
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