09.05.2012
Stop al colesterolo, al Gemelli l'ambulatorio per prevenirlo, individuarlo e combatterlo
Fonte: SS Ufficio stampa

Stop al colesterolo, al Policlinico A. Gemelli c’è l’ambulatorio per prevenirlo, individuarlo e combatterlo. 

Si chiama ''Ambulatorio per il colesterolo" il "progetto" finalizzato a combattere la ipercolesterolemia che nella popolazione italiana nell’ultimo decennio mostra di essere in ascesa.

La diagnosi precoce, la disponibilità di terapie ma, soprattutto, un approccio multidisciplinare alla malattia, garantisce un’assistenza coordinata e tempestiva che è l’arma migliore per combattere il colesterolo.

L’ambulatorio per il colesterolo è frutto di una fattiva collaborazione fra le Unità Operative di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, diretta dal prof. Alfredo Pontecorvi, di cardiologia, diretta dal prof. Filippo Crea e opera in stretto contatto con i medici di base.

“Il nostro protocollo si realizza – sintetizza il prof. Andrea Giaccari - responsabile dell’ambulatorio - attraverso la costruzione di un modello efficace per la gestione dei pazienti che si rivolgono a noi; tale modello ha necessitato di alcune premesse, quali l’adozione di linee guida scientifiche, la formulazione di modelli organizzativi, l’istituzione di un team  multidisciplinare del quale prende parte il medico di medicina generale con cui stabiliamo un contatto diretto e generalmente rinviamo il paziente per il follow-up”.

L’ambulatorio per il trattamento riabilitativo contro il colesterolo è operativo ogni martedì, dalle ore 10,30 alle ore 13,30.  Si accede all’ambulatorio mediante il pagamento del solo ticket per visita specialistica, per la prima visita occorre prenotare telefonicamente contattando il Centro unico prenotazioni del Gemelli (CUP) al numero di telefono 06-30157000, oppure tramite email. Per le visite di controllo sarà lo specialista che si prenderà carico del paziente e comunicare gli appuntamenti successivi.

Il paziente con ipercolesterolemia (colesterolo elevato) e i pazienti “particolari”: affetti da cardiopatia ischemica, diabetici e soggetti multirischio saranno indirizzati dal medico di famiglia all’ambulatorio del Policlinico Gemelli che li prenderà in carico assieme a un gruppo di specialisti che l'assisteranno con un intervento dietetico e farmacologico e con studi mirati a ridurre la colesterolemia e la trigliceridemia


Il percorso e l’accesso

Dopo la prima visita di valutazione globale, si indirizza il paziente alpercorso terapeutico migliore che potrà essere:  dietetico, comportamentale o farmacologico.

Obiettivo principale - spiega Andrea Giaccari -  è la prevenzione primaria individuale con azioni finalizzate alla riduzione dei fattori di rischio anche attraverso strategie di intervento che vanno dalla promozione di campagne educazionali per favorire cambiamenti di stile di vita fino all’intervento farmacologico”.

"L’aumento di rischio per malattie cardiovascolari indotto dall’ipercolesterolemia - ribadisce Giaccari  - è fortemente influenzato dalla malattie concomitanti, quali diabete, ipertensione, pregresso infarto o ictus, ma anche età o familiarità. Il trattamento dell’ipercolesterolemia deve essere pertanto personalizzato, con specifici obiettivi tarati sul singolo paziente, ma sempre basati su strette evidenze scientifiche”.

Al Policlinico Universitario Agostino Gemelli l’ambulatorio per il colesterolo è frutto di una fattiva collaborazione fra le divisioni di Malattie del Metabolismo diretto dal prof. Alfredo Pontecorvi e di Cardiologia diretto dal prof. Filippo Crea.

 “I programmi di prevenzione che abbiamo creato hanno molteplici aspetti organizzativi; il progetto terapeutico è esteso a tutti gli aspetti della prevenzione secondaria, tenendo conto anche degli aspetti “educativi” al fine di motivare, facilitare l’aderenza e modificare stabilmente lo stile di vita. Ne è derivata la necessità di coinvolgere professionisti esperti, che possano mettere in atto tecniche e modalità di intervento validate, secondo percorsi predefiniti e coordinati,  un intervento strutturato, individualizzato e a lungo termine. Si è venuto così a realizzare un processo di cogestione del paziente, in quanto si viene  ad identificare, mediante l’uso di indagini clinico- anamnestiche, di laboratorio e strumentali, i soggetti che corrono un rischio particolarmente alto di patologia cardiovascolare, su cui poi si attiva l’intervento di altri specialisti quali il cardiologo, il dietologo, l’angiologo, o il nefrologo, o affetti da patologia rara richiedente un percorso individualizzato ancora più articolato come i pazienti con ipertrigliceridemie gravi che invitiamo a rivolgersi al nefrologo per aferesi”.

 

“La terapia per ridurre il colesterolo – continua Alfredo Pontecorvi, direttore dell’Unità Operativa di Endocrinologia e Malattia del Metabolismo de Policlinico Gemelli – deve tener conto del rischio cardiovascolare globale del paziente. Insieme a fumo, ipertensione e diabete mellito, l’ipercolesterolemia rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi. I livelli di colesterolo da raggiungere con la terapia presuppongono dunque l’identificazione delle persone a rischio e la precisa valutazione del rischio cardiovascolare per quello specifico paziente”.

L'aterosclerosi continua a essere la principale causa di morte in Italia e nei Paesi industrializzati: nel nostro Paese, circa 150.000 cittadini muoiono ogni anno per cardiopatia ischemica – continua Filippo Crea – direttore del Dipartimento di Medicina Cardiologica dell’Università Cattolica.

Diagnosticare il colesterolo per evitare danni

Non è possibile "accorgersi di avere il colesterolo alto" è questo il motivo per cui è stato anche definito il "killer silenzioso". L’unico modo per conoscere il valore di colesterolo è sottoporsi a un prelievo di sangue. Il medico curante prescriverà gli esami al paziente che si recherà presso un laboratorio di analisi per sottoporsi a un prelievo venoso per il profilo lipidico, con i valori di colesterolo totale e i valori delle sue frazioni (HDL Low Density Lipoprotein = Lipoproteine a Bassa Densità) viene definito come "colesterolo buono", e LDL (High Density Lipoprotein = Lipoproteine ad Alta Densità) che, invece, è considerato come il"colesterolo cattivo”

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