Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
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Al Gemelli il bisturi per dimagrire sconfigge l’obesità con la laparoscopia
02.05.2013
L'idea è tanto semplice quanto geniale: le grosse pance non devono essere aperte chirurgicamente, ma curate col laparoscopio.

L'idea è tanto semplice quanto geniale: le grosse pance non devono essere aperte chirurgicamente, ma curate col laparoscopio. Quando è possibile si risparmia in tutto: tempi operatori, recupero dopo l'intervento, possibili complicanze, tempi di degenza, spesa sanitaria e soddisfazione del paziente. 

I grossi obesi, gli obesi patologici, non si trovano più solo nella metropolitana di New York. Oggi popolano anche “la culla” della dieta Mediterranea. E in maniera preoccupante. Negli ultimi dieci anni l'obesità in Italia è cresciuta di più del 30% (se prima su 1000 persone 75 erano obese, oggi lo sono più di 100). Responsabili sono gli stili di vita: fast food, cibi pre-preparati (spesso squilibrati per eccesso di grassi e di calorie); dipendenza da automobili, ascensori e scale mobili; vita sedentaria; lavori intellettuali piuttosto che fisici...

L'obesità non è solo un “fatto estetico”. A certi livelli (BMI > 40, vedi riquadro) è una vera e propria malattia, cronica, grave, che si accompagna a tutta una serie di altre patologie: cardiovascolari, respiratorie, gastrointestinali, endocrine, osteoarticolari.

Da alcuni anni sono stati messi a punto alcuni interventi chirurgici per ridurre drasticamente il peso in maniera duratura, migliorando le co-morbilità e la qualità della vita (attività fisica, relazioni sociali, attività sessuale…). In molti casi questi interventi, eseguiti in anestesia generale, possono essere fatti in laparoscopia, ossia senza aprire la parete addominale. Il chirurgo opera utilizzando una telecamera, collegata ad un monitor, e sottili strumenti chirurgici (pinze, forbici, elettrocoagulatore, suturatrice, porta-aghi) che vengono introdotti attraverso piccoli fori effettuati nella parete addominale.

Gli interventi sono di diversi tipi. E tutti vengono fatti al Policlinico Gemelli. La scelta va personalizzata in base alle esigenze del singolo paziente. Le proposte chirurgiche sono: posizionamento di un palloncino intragastrico; sleeve gastrectomy (gastrectomia “a manica”), bendaggio gastrico, by-pass (o mini-by-pass) gastrico, diversione bilio-pancreatica.

Questi interventi si basano su principi diversi. Possono portare a ridurre la quantità dei pasti (meccanismo restrittivo), a ridurre l’assorbimento dei nutrienti (meccanismo di malassorbimento) o a ridurre la secrezione di alcuni ormoni (meccanismo ormonale).

“Tre sono le chiavi del successo”, sottolineano gli specialisti del Gemelli: “Una forte motivazione al cambiamento, affidarsi ad un team multidisciplinare esperto, capire che l'intervento non è una bacchetta magica, ma solo una parte di un lungo cammino”.
In questo percorso i pazienti sono accompagnati dall'equipe di Patologia dell’Obesità, diretta dalla professoressa Geltrude Mingrone, che coordina tutti gli aspetti internistici.
Il bisturi per dimagrire - seppure laparoscopico - può sembrare una scelta estrema. Ma in molti casi è l’unica. Per gli “obesi patologici” la dieta e l'attività sportiva possono non essere sufficienti per perdere chili in maniera duratura ed efficace.

Cos’è il BMI? In inglese significa Body Mass Index. Tradotto in italiano: Indice di Massa Corporea (IMC). E’ una sorta di “metro” della “pancia”. La formula è semplice: basta dividere il peso (in chili) per l'altezza (espressa i metri) al quadrato. 

Anche se non è un sistema perfetto, è quello più utilizzato nella valutazione clinica e nella classificazione dell'obesità. Può essere applicato tra i 18 e i 65 anni e nelle persone di statura superiore a 150 cm e inferiore ai due metri.

 

Valori di riferimento

BMI

Sottopeso

< 18.5

Normopeso

da 18.5 a 24.9

Sovrappeso

da 25.0 a 29.9

Obesità di classe I (moderata)

da 30.0 a 34.9

Obesità di classe II

da 35.0 a 39.9

Obesità di classe III

> 40

Ma come cambia la vita, dopo l’intervento? Daniela, 42 anni, racconta la sua storia.

“La mia vita è diventata un’altra. E’ cambiata dal profondo. Non parlo solo del guardaroba. Con un lancio liberatorio ho buttato tutto. Le enormi giacche fuori moda. Le camicione senza punto vita (oggi mi sembrano antichi paracadute). Le “palandrane” colorate per la spiaggia. Le cinte di corda e di cuoio. Addirittura un paio di stivali.
A vent'anni ho “sfondato” il muro dei 100. A quaranta la bilancia non si fermava prima dei 118 chili. Poi il chirurgo del Gemelli. L'intervento laparoscopico mi ha letteralmente ”dimezzato”: in dieci mesi sono calata di quasi 60 chili. 
E' incredibile quello che mi è successo: è cambiato lo schema del mio corpo. E' cambiato il mio carattere, l'atteggiamento nei confronti di me stessa, della gente, della vita. Ho perso così tanti chili che sono diventata “sottopeso”. Per un breve periodo il dottor Amerigo Iaconelli mi ha addirittura prescritto carboidrati, calorie, ricostituenti e vitamine.

Oggi mi sento integrata, accettata, quasi bella. Ma non è stato facile. L'intervento è il meno (non mi sono accorta quasi di niente). E' il percorso, nella sua interezza, che è pesante: dalla decisione del bisturi, alla preparazione psicologica, ai cambiamenti d'umore dopo l'intervento, qualche nausea, il rapporto con il cibo... Oggi esco tra la gente, vestita alla moda. Contenta del mio coraggio. E molto più forte di prima. 
Lo scorso anno ho perso il lavoro. Da quasi vent'anni vivevo nascosta da una scrivania, sepolta tra carta e computer, che erano la mia àncora, la mia zona di confort.

E' stato il mio nuovo corpo a salvarmi dalla tragedia. Sono uscita allo scoperto. E ho trovato una nuova occupazione. Forse non è quello che volevano i miei genitori. Ma per me è una vittoria. Lavoro tra la gente, con la gente, per la gente: ufficio relazioni con il pubblico. Non l'avrei mai nemmeno immaginato”.

 

SS Ufficio stampa


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