Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
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Polipi e fibromi dell’utero eliminati in ambulatorio con il miniresettoscopio
02.05.2013
L'impiego di un nuovo strumento, il miniresettoscopio, permetterà con tecnica mini-invasiva ed in regime ambulatoriale la rimozione di polipi e fibromi nell'utero, evitando complicanze quali mestruazioni troppo abbondanti e anemie connesse.

L'impiego di un nuovo strumento, il miniresettoscopio, permetterà con tecnica mini-invasiva ed in regime ambulatoriale la rimozione di polipi e fibromi nell'utero, evitando complicanze quali mestruazioni troppo abbondanti e anemie connesse.

Il gruppo del professor Antonio Lanzone, direttore di Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università Cattolica-Policlinico Gemelli, coordinato dal professor Maurizio Guido, docente nello stesso istituto, in collaborazione con il dottor Raffaele Ricciardi del Policlinico di Abano Terme, ha svolto un trial clinico randomizzato, che è stato pubblicato sulla rivista Obstetric and Gynecology.

"Il miniresettoscopio è efficace al pari della tecnica operatoria tradizionale - spiega il prof. Guido - e in più è molto vantaggioso per la paziente, che può essere operata in ambulatorio e senza anestesia”. Attualmente, infatti, il trattamento di scelta per la patologia intrauterina è l'isteroscopia operativa in anestesia con il ricovero ospedaliero standard o ricovero in regime di day surgery. Al Gemelli si eseguono oggi, in media, 15 interventi la settimana.

polipi endometriali, in genere di natura benigna, sono costituiti da una iperplasia (crescita del volume) della mucosa uterina a seguito di una risposta anomala agli stimoli ormonali. Sono più frequenti in donne tra 40 e 50 anni a seguito delle alterazioni ormonali tipiche dell'età. I miomi uterinisono dei tumori benigni costituiti da tessuto muscolare dell'utero e legati a fattori ormonali, compaiono in genere in donne di età con più di 35 anni.

La tecnica chirurgica tradizionale dei polipi e dei miomi intrauterini, prevede l'impiego di un resettoscopio di 10 mm di diametro, per usare il quale va dilatato il collo dell'utero, con appositi strumenti e anestesia, nonché il rischio di complicazioni post operatorie. Con l'utilizzo del nuovo miniresettoscopio, viste le dimensioni significativamente ridotte (5,3 mm), non è più necessaria la dilatazione del collo dell'utero né l'anestesia e si riducono significativamente le complicanze per la paziente.

 

 

 

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