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Approccio multidisciplinare per sconfiggere il dolore pelvico
02.05.2013
E' una delle cause di sofferenza più frequenti nella donna. Un nemico silenzioso che colpisce il 19% della popolazione femminile in Italia, percentuale fra le più alte d'Europa: è il dolore pelvico cronico

E' una delle cause di sofferenza più frequenti nella donna. Un nemico silenzioso che colpisce il 19% della popolazione femminile in Italia, percentuale fra le più alte d'Europa: è il dolore pelvico cronico, una vera malattia, più che un sintomo, che causa permanenza a letto nel 25% delle pazienti per 2,6 giorni al mese. Il 58% è costretto a interrompere la normale attività uno o più giorni durante il mese. Nel 56% provoca cambiamenti dello stato emozionale procurando insonnia, depressione e andando a incidere pesantemente nel ruolo della donna nel contesto familiare e sociale.

Al Gemelli l'approccio a questa patologia, dalla diagnosi al trattamento, avviene con metodo multidisciplinare. Il più corretto ed indicato, il solo che permette di focalizzare le cause specifiche, variabili da persona a persona, che determinano il dolore. E' realizzato attraverso la partecipazione di un gruppo di specialisti che comprende il ginecologo, lo psicologo, un anestesista esperto di terapia del dolore, un fisioterapista, un gastroenterologo, un urologo, un ortopedico, un chirurgo generale.

Il dolore pelvico cronico, insieme ad un altro argomento particolarmente sentito come le infezioni genitali, è stato al centro della seconda edizione del corso "Donna senza Dolore", organizzato dal Prof. Sebastiano Campo, dal Prof. Paolo Scirpa e dal Prof. Gaetano Draisci, che ha riunito in aula al Gemelli medici di medicina generale, ostetriche, specialisti in ginecologia e anestesiologia, psicologi. Ad affrontare il problema del dolore cronico, ciascuno dal proprio punto di vista professionale, si sono avvicendati cinquanta relatori di varie specialità cliniche.

Le criticità del dolore pelvico cronico cominciano fin dalla fase diagnostica, come è stato illustrato ai partecipanti al Corso: nella media, si calcola che passano dai 5 ai 7 anni prima che sia individuata l’esatta causa. Anni di sofferenza, in cui si susseguono visite specialistiche, ecografie e accertamenti, a volte invasivi, per scoprire l’origine del dolore cronico. Diagnosi difficile, perché circa un terzo delle donne non mostra patologie evidenti. Capita spesso che, il perdurare del dolore, non solo dia luogo a importanti cambiamenti emozionali, ma finisca per interessare organi o apparati diversi da quelli da cui il dolore ha preso origine al momento della sua prima insorgenza.

Il Corso ha affrontato casi di predisposizione di genere al dolore pelvico cronico, di fisiopatologia, di ricerca di base sull’eziopatogenesi, delle molteplici cause ancora per molti versi  poco conosciute, dell’associazione frequente con alcune malattie del sistema immunitario, dell’influenza degli inquinanti ambientali, delle condizioni socio economiche come fattori favorenti.

Ai medici partecipanti sono stati poi illustrati i meccanismi del dolore oncologico,  in affezioni reumatologiche e della colonna lombo sacrale, le cause internistiche, gastroenterologiche, ginecologiche, urologiche, chirurgiche, psicologiche, neurologiche, fisiatriche del dolore pelvico cronico. Cause e localizzazioni che spesso si associano nella stessa paziente, il che evidenzia la complessità della corretta diagnosi e l'importanza dell'approccio multidisciplinare al problema. Uno spazio particolare è stato dedicato anche all’endometriosi, malattia cronica caratterizzata dalla presenza al di fuori dell’utero del  tessuto mucoso che riveste la cavità uterina e che determina la comparsa di dolori mestruali intensi, disturbi urinari o intestinali, che si accentuano durante le mestruazioni.

Nella diagnosi delle cause del dolore pelvico una fase cruciale è l’ascolto della storia anamnestica della paziente, dal cui è possibile individuare, come sovente accade, precedenti episodi di sofferenze psichiche o sessuali.

 

 

 

 

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