Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Skip Navigation Links

La pinzetta molecolare che “afferra” l’Alzheimer
16.05.2013

Esistono “pinzette molecolari” che potranno, in un futuro si spera prossimo, combattere l’Alzheimer. Dalla ricerca alle corsie d’ospedale, per “pizzicare” le proteine tossiche, la cui aggregazione nel cervello è ritenuta responsabile del temibile morbo definito, appunto, di Alzheimer.

La scoperta è del team del professor Claudio Grassi, Direttore dell'Istituto di Fisiologia Umana dell'Università Cattolica di Roma, insieme al gruppo di Gal Bitan della UCLA, di Los Angeles, Usa. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Brain.

Protagonista di questo lavoro è la molecola “CLR01”, ha la forma di una pinzetta che si attacca alle proteine tossiche dell'Alzheimer, prevenendo e contrastando gli effetti neurotossici derivanti dall'accumulo del peptide b-amiloide. “Questi studi aprono la strada a nuove prospettive terapeutiche per la malattia neurodegenerativa che rappresenta oggi la principale causa di demenza nell'uomo”, spiega il professor Grassi. “La malattia di Alzheimer - continua il fisiologo della Cattolica di Roma - è una patologia di origine multifattoriale che si caratterizza per una progressiva perdita della memoria e un generale deterioramento delle capacità cognitive. Tra i molteplici fattori che concorrono a generare questo quadro clinico, un ruolo di primo piano spetta all'accumulo di piccoli aggregati del peptide b-amiloide che hanno come bersaglio le sinapsi, ovvero i ponti di comunicazione tra neuroni, fondamentali per le funzioni di apprendimento e memoria”. Oggi l'Alzheimer colpisce oltre 36 milioni di persone e, a seguito del progressivo allungamento della vita media e del conseguente invecchiamento generale della popolazione, si stima che il numero dei pazienti supererà i 115 milioni nel 2050.

Nella sua ricerca l'equipe del professor Grassi, costituita da giovani ricercatori under-30 (Cristian Ripoli, Elisa Riccardi, Donatella Li Puma) ha analizzato la capacità di CLR01 di prevenire e contrastare il danno alle sinapsi causato dal peptide b-amiloide. Molti recenti studi hanno ampiamente dimostrato che proprio queste alterazioni della trasmissione e della plasticità sinaptica sono alla base del declino cognitivo tipico della malattia di Alzheimer. “Le nostre ricerche - spiega il professor Grassi - puntano, quindi, all'identificazione di terapie specificamente mirate a contrastare il sintomo chiave della malattia”.

Il CLR01, precisa il professore, esercita i suoi effetti agendo come una “pinza” molecolare che, avvolgendo il peptide-amiloide in punti specifici, ne previene l'aggregazione e il conseguente danno a carico delle sinapsi.
"Questa ricerca offre la prima dimostrazione che CLR01 è efficace in un modello animale di mammifero (topi geneticamente modificati che presentano disturbi neurologici molto simili a quelli della malattia di Alzheimer)” - afferma il professor Bitan, docente presso il Dipartimento di Neurologia della UCLA e coordinatore dello studio. 
“Saranno ovviamente necessarie ulteriori indagini prima di considerare il possibile impiego di CLR01 nell'uomo” - concludono gli autori dello studio - “ma i risultati ottenuti finora sono molto incoraggianti e ci spingono a proseguire le nostre ricerche in sistemi biologici più complessi”.

A chi rivolgersi
Per agevolare e sostenere familiari e caregiver chiamati ad assistere un malato di Alzheimer, il Gemelli ha messo a punto un servizio presso ilDipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia del Gemelli,diretto dal prof. Roberto Bernabei, in collaborazione con la Cooperativa sociale Dreams Onlus
Informazioni al tel. 06.83762011 (giovedì ore 12-14 per parlare con un operatore, altrimenti è possibile lasciare un messaggio in segreteria telefonica). Al numero 392.9218610 (martedì e venerdì, ore 15-17) risponde la dott.ssa Elisabetta Corona, psicologa-psicoterapeuta impegnata nella conduzione dei gruppi dei parenti.

 


SS Ufficio stampa
08/04/2013

 

 

Inserire l'e-mailFormato non valido.



© 2016 Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli - Codice Fiscale e P.IVA n. 13109681000
Sede Legale Largo Francesco Vito 1, 00168 Roma - Sede Operativa Largo Agostino Gemelli 8, 00168 Roma
Tutti i diritti riservati/All Rights Reserved

Mappa del Sito | Informativa sulla Privacy | Avvertenze | Condizioni generali di utilizzo e consultazione del sito | Redazione | Webmaster