Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
La terapia gnatologica
20.12.2012
Le strategie terapeutiche adottate consistono nell'uso di apparecchi occlusali (o splint), nella riabilitazione ortodontica, nella terapia protesica, nella fisioterapia, nella riabilitazione neuro-muscolare mediante micro-vibrazioni e nella rieducazione posturale.

Gli obiettivi della terapia gnatologica sono:
- ridurre o eliminare il dolore, migliorando la qualità della vita del paziente;
- ridurre il carico avverso sule articolazioni temporo-mandibolari;
- ripristinare una funzione masticatoria fisiologica.

Nell’ambito delle visite il paziente viene correttamente informato sulla natura e sulle cause dei DTM e viene introdotto al mondo dell’emotività dandogli indicazioni e supporto per superare lo stress.

Le strategie terapeutiche adottate consistono nell’uso di apparecchi occlusali (o splint), nella riabilitazione ortodontica, nella terapia protesica, nella fisioterapia, nella riabilitazione neuro-muscolare mediante micro-vibrazioni e nella rieducazione posturale.
Potranno essere anche prescritti farmaci antidolorifici o miorilassanti da somministrare in fase acuta.

A completamento dell’approccio terapeutico vengono eseguite sedute di counseling mirate alla gestione e al controllo dell’emotività del paziente.
 


Splint occlusali



Terapia ortodontica


Data la multifattorialità dell’eziologia dei DTM anche l’approccio terapeutico sarà di tipo multidisciplinare .

Spesso, quindi, si richiede la consulenza di specialisti come l’otorinolaringoiatra (per disturbi dell’apparato vestibolare e auricolare), l’oculista (per alterazioni della convergenza oculare che si ripercuotono sulla postura corporea globale), il reumatologo (nei pazienti in cui i disturbi cranio-mandibolari sono solo un segno di una patologia reumatica più diffusa), l’ortopedico (quando si riscontrano alterazioni o asimmetrie della colonna vertebrale, dei cinti o degli arti), il neurologo (quando la sintomatologia algica è di tipo nevralgico o espressione di cefalea) e lo psicologo (nei pazienti in cui il coinvolgimento della sfera emozionale risulti predominante).


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