Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Il cancro al polmone: le conclusioni
19.06.2007
La lotta, dunque, rimane aperta. Combattere il cancro del polmone, oggi, significa affrontare una battaglia che, proprio per la complessità, la pericolosità ed il tremendo impatto della malattia non può e non deve essere né personale né occasionale, ma frutto di un comune e continuo sforzo interdisciplinare.

Solo 40 anni fa lo scienziato Ettore Ruggieri dichiarava che “Dopo circa 20 anni di esperienza nel mondo, gli esigui risultati positivi conseguiti dalla chirurgia […] contro questa dilagante e crudele malattia, hanno indotto non pochi medici, anche fra i più illustri, a domandarsi se non sia giunto il momento di dichiarare vani gli sforzi sia pur lodevoli del chirurgo e se non sia maturata l'opportunità di abbandonare una strada che pure era stata imboccata con tante speranze”.

Da allora  molta strada è stata fatta, e lo sconforto presente nell’affermazione di Ruggieri – che pure della chirurgia del cancro del polmone è stato un Padre – ha lasciato il campo a speranze purtroppo finora non ancora appieno concretizzate.

La lotta, dunque, rimane aperta. Combattere il cancro del polmone, oggi, significa affrontare una battaglia che, proprio per la complessità, la pericolosità ed il tremendo impatto della malattia non può e non deve essere né personale né occasionale, ma frutto di un comune e continuo sforzo interdisciplinare. Non si tratta di un problema che investe un solo campo della medicina, ma che necessita di un approccio multidisciplinare - dal laboratorio alla radiologia, dalla biologia all’endoscopia, dalla chirurgia ai trattamenti integrati, dall’anestesia e rianimazione all’oncologia medica, dalla fisiopatologia respiratoria alla radioterapia. 

Quale struttura è dunque da ritenersi idonea al trattamento del cancro del polmone?

La risposta a questa domanda la troviamo già in una famosa relazione del dottor Pietro Valdoni alla Società Italiana di Chirurgia (1950): “in un servizio chirurgico il trattamento del cancro del polmone non può essere improvvisato”. Se questa affermazione era vera cinquanta anni fa, lo è a maggior ragione oggi: sicuramente una struttura ad elevato livello tecnologico, laddove siano rappresentate e soprattutto vivamente coinvolte tutte le competenze necessarie - tutti gli elementi della “task-force” - a seguire ogni singolo caso di neoplasia polmonare nel suo intero sviluppo, dall’esordio clinico alla fase diagnostica, dalle implicazioni terapeutiche al follow-up. Di sicuro si tratta di una complessa macchina organizzativa, che può essere allestita solo grazie ad un grande sforzo delle istituzioni e degli operatori, ma che deve anche funzionare e marciare a ritmo alto e costante: da qui la necessità di ogni singola struttura di confrontarsi prima con le proprie motivazioni e di esaminare poi le proprie risorse alla luce degli standard di qualità, per verificare costantemente e nel tempo se è in grado di offrire al malato il massimo delle opportunità di cura.

Quale chirurgo è autorizzato a trattare il cancro del polmone?

Quei chirurghi che, indipendentemente dalla loro “etichetta” di chirurghi generali o toracici, sono in possesso delle conoscenze, dei mezzi, delle strutture adatte e di casistiche – e quindi di esperienza – per cui a “pieno diritto” compiono un atto operatorio che – è stato già ricordato – è presidio insostituibile del trattamento.
In attesa di risolvere i numerosi dubbi che ancora circondano il cancro del polmone, l’obbiettivo rimane quello di offrire al malato le migliori “chanches”, frutto del lavoro di quasi un secolo da parte di clinici e ricercatori ed assolutamente indipendenti dalle aspirazioni personali e da qualsiasi estemporaneità.
A tal proposito, appare dunque sensato ribadire ulteriormente la responsabilità che si assume chi prende in carico i pazienti con cancro del polmone: si tratta di responsabilità morali, professionali e, talvolta, anche legali.

Torneranno utili, a chi nella propria pratica clinica può imbattersi in pazienti con tumore del polmone, due aforismi:

- il primo è di R.D. Pugatch e ammonisce “Niente è troppo piccolo perché sia un cancro del polmone”; 

- l’altro, di L. Toomes, sollecita una diagnosi precoce: “Non dimenticate che anche i tumori voluminosi, all’inizio, sono piccoli tumori”.


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