Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Le ipoacusie
05.06.2006
Quali le principali cause delle perdite uditive e come vengono classificate.

Le perdite uditive possono essere suddivise sostanzialmente in due gruppi,trasmissive e neurosensoriali

Le ipoacusie trasmissive si verificano quando il timpano e/o gli ossicini dell'orecchio medio non trasmettono le vibrazioni sonore all'orecchio interno, mentre la coclea e il nervo acustico funzionano normalmente. La sordità di trasmissione può determinare una perdita uditiva di entità lieve/media. Le principali cause di sordità di trasmissione sono: le infezioni dell'orecchio medio (otiti), l'otosclerosi, le lesioni traumatiche e i difetti congeniti.

Le ipoacusie neurosensoriali sono generalmente causate da un malfunzionamento della coclea (orecchio interno) dovuto al danneggiamento di alcune o della maggior parte delle cellule ciliate che si allineano lungo la coclea, oppure da un danno del nervo uditivo o delle vie nervose. Le cellule ciliate danneggiate non sono in grado di trasformare il segnale acustico in impulsi nervosi. Più cellule sono danneggiate, più grave sarà la sordità.

Le principali cause di sordità neurosensoriale sono: ereditarie, degenerative  (diabete, vasculopatie, invecchiamento), esposizione eccessiva a rumori, uso di farmaci ototossici, infettive, traumatiche.

Tra le cause di ipoacusie neurosensoriali da danno delle vie nervose ricordiamo la sclerosi multipla, la neurofibromatosi di tipo II.

 

Sulla base della entità della perdita uditiva si definiscono di grado lieve (perdita uditiva da 20 a 40 dB), medio (da 41 a 70 dB), grave (da 71 a 90 dB), profonda (>90 dB).

La diagnosi

La diagnosi di ipoacusia nel bambino va effettuata al più presto possibile, in modo da consentire l'attuazione celere di un programma terapeutico valido. Infatti quanto minore è il periodo di deprivazione uditiva, tanto minori saranno i deficit comunicativi.

L'iter diagnostico prevede una anamnesi accurata, un esame obiettivo, esami audiologici con metodologie obiettive (impedenzometria,  ABR-potenziali evocati uditivi del tronco encefalico, elettrococleografia) o soggettive (audiometria comportamentale)  ed eventuali indagini di diagnostica per immagini (TC o RM).

Lo screening audiologico neonatale è effettuato sui bambini a rischio di sordità (patologie gravidiche, ipossia neonatale, familiarità ecc.) e si avvale di ABR (potenziali evocati del tronco encefalico) e delle EOAEs (otoemissioni acustiche o echi colceari) che possono essere impiegate anche nello screening audiologico neonatale universale, ovvero effettuato su tutta la popolazione neonatale. Negli adulti gli  esami audiologici di base includono l'audiometria tonale e vocale.

Per lo studio delle ipoacusie corticali vengono anche utilizzate le metodiche per immagine funzionali più avanzate come la PET e la SPET.

 

 

 


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