Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
L'allergia ai farmaci
23.11.2006
Alcuni antibiotici possono facilmente determinare reazioni allergiche: le cause, i sintomi, la diagnosi, la possibile desensibilizzazione.

disturbi legati a reazioni avverse a farmaci possono essere ascrivibili ad effetti tossici del farmaco come sovradosaggio, effetti secondari, interazioni farmacologiche, idiosincrasia (si possono manifestare in ognisoggetto dopo aver assunto una dose elevata del farmaco, sono frequenti e spesso di modesta gravità) o ad ipersensibilità, allergica o pseudoallergica (sono imprevedibili, possono essere anche molto gravi e si manifestano in soggetti predisposti).

Il termine “allergia a farmaci” dovrebbe essere utilizzato soltanto per descrivere le reazioni avverse immuno–mediate (un gruppo consistente di queste reazioni è causato dalle penicilline; anche in tale ambito il Servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli ha acquisito notevole esperienza).

Il termine di “reazione pseudoallergica” (o intolleranza) indica quelle reazioni che simulano l'allergia nelle loro manifestazioni, ma non riconoscono alla base l'attivazione del sistema immunitario (ad esempio le reazioni avverse all'acido acetilsalicilico).

Spesso in questi pazienti le manifestazioni allergosimili si presentano dopo l'assunzione non di un solo tipo di farmaco bensì dopo la somministrazione (in varie occasioni) di farmaci differenti; quando legate alla somministrazione di almeno tre farmaci, in momenti diversi, e non correlabili tra loro dal punto di vista chimico, antigenico e farmacologico si parla di sindrome da intolleranza polimedicamentosa (che per definizione si caratterizza per un esame allergologico negativo) .

Le reazioni pseudoallergiche sono molto più frequenti delle reazioni allergiche vere e proprie.

sintomi provocati da una reazione avversa a farmaci sono estremamente variegati e possono interessare ogni organo o apparato (anafilassi, asma, orticaria, ecc.).

La gestione di un paziente con storia suggestiva di allergia/intolleranza farmacologica prevede innanzitutto un'anamnesi approfondita: il farmaco (o i farmaci) responsabile della reazione (o delle reazioni), la modalità di assunzione, il tempo intercorso fra l'assunzione del farmaco e l'insorgenza di sintomi, successive riassunzioni e la tipologia dei farmaci tollerati rappresentano la pietra miliare per la messa a punto di un idoneo iter – diagnostico terapeutico (cutireazioni, patch test, quando disponibile RAST e, in casi particolari, test di provocazione specifico).

Nel caso in cui il farmaco sia stato individuato occorre evitare lo stesso e i farmaci che possano cross–reagire con esso, selezionare farmaci alternativi da somministrare al paziente e in alcuni casi associare una premedicazione antireattiva; è necessario che gli accertamenti ed i test per i farmaci siano eseguiti da personale specialistico in ambienti protetti dati i rischi potenziali connessi alle procedure allergologiche.

 

I disturbi legati a reazioni avverse a farmaci possono essere ascrivibili ad effetti tossici del farmaco come sovradosaggio, effetti secondari, interazioni farmacologiche, idiosincrasia (si possono manifestare in ognisoggetto dopo aver assunto una dose elevata del farmaco, sono frequenti e spesso di modesta gravità) o ad ipersensibilità, allergica o pseudoallergica (sono imprevedibili, possono essere anche molto gravi e si manifestano in soggetti predisposti).

 

Il termine “allergia a farmaci” dovrebbe essere utilizzato soltanto per descrivere le reazioni avverse immuno–mediate (un gruppo consistente di queste reazioni è causato dalle penicilline; anche in tale ambito il Servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli ha acquisito notevole esperienza).

 

Il termine di “reazione pseudoallergica” (o intolleranza) indica quelle reazioni che simulano l'allergia nelle loro manifestazioni, ma non riconoscono alla base l'attivazione del sistema immunitario (ad esempio le reazioni avverse all'acido acetilsalicilico).

Spesso in questi pazienti le manifestazioni allergosimili si presentano dopo l'assunzione non di un solo tipo di farmaco bensì dopo la somministrazione (in varie occasioni) di farmaci differenti; quando legate alla somministrazione di almeno tre farmaci, in momenti diversi, e non correlabili tra loro dal punto di vista chimico, antigenico e farmacologico si parla di sindrome da intolleranza polimedicamentosa (che per definizione si caratterizza per un esame allergologico negativo) .

 

Le reazioni pseudoallergiche sono molto più frequenti delle reazioni allergiche vere e proprie.

 

sintomi provocati da una reazione avversa a farmaci sono estremamente variegati e possono interessare ogni organo o apparato (anafilassi, asma, orticaria, ecc.).

La gestione di un paziente con storia suggestiva di allergia/intolleranza farmacologica prevede innanzitutto un'anamnesi approfondita: il farmaco (o i farmaci) responsabile della reazione (o delle reazioni), la modalità di assunzione, il tempo intercorso fra l'assunzione del farmaco e l'insorgenza di sintomi, successive riassunzioni e la tipologia dei farmaci tollerati rappresentano la pietra miliare per la messa a punto di un idoneo iter – diagnostico terapeutico (cutireazioni, patch test, quando disponibile RAST e, in casi particolari, test di provocazione specifico).

 

Nel caso in cui il farmaco sia stato individuato occorre evitare lo stesso e i farmaci che possano cross–reagire con esso, selezionare farmaci alternativi da somministrare al paziente e in alcuni casi associare una premedicazione antireattiva; è necessario che gli accertamenti ed i test per i farmaci siano eseguiti da personale specialistico in ambienti protetti dati i rischi potenziali connessi alle procedure allergologiche.

 

 


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