Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
I fattori di rischio ambientali: benzene e radiazioni
06.12.2006
E' stato ampiamente dimostrato che l'esposizione al benzene e a radiazioni ionizzanti sono importanti fattori ambientali di rischio per lo sviluppo di leucemie.

I fattori ambientali hanno un ruolo fondamentale nel rischio di sviluppare leucemie.

Il fattore ambientale più importante è il benzene, sostanza chimica pericolosa per chi vi entra in contatto sia per ragioni professionali sia per stili di vita (il fumo di sigaretta favorisce lo sviluppo sia del tumore al polmone sia delle leucemie). Le radiazioni ionizzanti o le abitudini alimentari rappresentano altri fattori di rischio.

Già el secolo scorso è stato dimostrato che l'esposizione professionale al benzene è causa di leucemia. C'è l'evidenza forte che l'esposizione quotidiana al benzene è associato con la leucemia mieloide acuta, e il rischio è tanto più alto quanto più alte sono le dosi e quanto più lungo è il tempo di esposizione. Sembra, però, che anche periodi lunghi di esposizione a basse dosi possa essere responsabile dell'insorgenza di leucemia.

Varie sono le categorie di lavoratori da considerarsi a rischio, in particolare i pittori, i lavoratori dell'industria della gomma, dell'industria del petrolio, i lavoratori dell'industria chimica, i calzolai, ma anche i benzinai e chi lavora in mezzo al traffico.

Il fumo di tabacco è la fonte maggiore di benzene non professionale. È stato ben dimostrato che il fumo di sigaretta contiene un certo numero di agenti potenziali attivatori della leucemogenesi, tra cui il benzene è il più attinente. I dati della letteratura sono talmente copiosi che di recente hanno portato l'agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro (IARC) ad affermare che c'è l'evidenza sufficiente per dimostrare affermativamente la causalità tra fumo attivo e l'insorgenza di leucemie acute.

Estremamente dibattuto, e ancora senza una risposta chiara, è il ruolo deicampi elettromagnetici sia come esposizione professionale o come esposizione residenziale. La mancanza di uniformità nei risultati dei differenti studi consiglia a tale proposito una necessaria cautela.

Differente è la situazione per le radiazioni ionizzanti. La relazione tra queste radiazioni e le leucemie è stata dimostrata per la prima volta sui sopravvissuti all'esposizione alla bomba atomica di Nagasaki e Hiroshima nel 1945.

Fra le categorie oggi a maggior rischio sono soprattutto considerati i radiologi e tecnici di radiologia. Il comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti di radiazioni atomiche (UNSCEAR) riporta che nel 2000 i livelli dell'esposizione alle radiazioni professionali sono oggi approssimativamente la metà di quanto lo fossero nelle prime decadi del secolo scorso.

Il rischio sembra fortemente correlato con il numero di anni lavorativi (più alto nei soggetti con più di 5 anni di anzianità lavorativa), tale rischio sembrerebbe più alto per le persone che lavoravano nel settore prima del 1950.


Inserire l'e-mailFormato non valido.



© 2016 Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli - Codice Fiscale e P.IVA n. 13109681000
Sede Legale Largo Francesco Vito 1, 00168 Roma - Sede Operativa Largo Agostino Gemelli 8, 00168 Roma
Tutti i diritti riservati/All Rights Reserved

Mappa del Sito | Informativa sulla Privacy | Avvertenze | Condizioni generali di utilizzo e consultazione del sito | Redazione | Webmaster