Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore
Le abitudini e gli stili di vita
06.12.2006
Le abitudini e gli stili di vita sono cofattori di rischio che, verosimilmente, agiscono in concordanza con una predisposizione genetica.

Considerando anche le abitudini di vita, è dimostrato che il consumo di frutta e vegetali in abbondanza sembra proteggere dall'insorgenza di leucemia.

Per contro diete iperproteiche (soprattutto carne rossa alla brace) sono associate con un rischio più elevato. Discordanza invece esiste sul ruolo dell'obesità.

Sono riportati dati in letteratura che attribuisco al soprappeso un fattore proleucemogeno.

Non da poco conto infine è il ruolo del consumo di alcool. Il resveratrolo, un antiossidante che è presente sulla buccia degli acini d'uva, e che fra i suoi pregi presenta un fattore di protezione per le malattie cardiovascolari, ha mostrato che in alcuni soggetti, in cui è possibile ipotizzare una predisposizione genetica, è in grado di favorire l'insorgenza di diversi tumori, includesa la leucemia.

Tutte questi dati ci devono indurre alla riflessione: apparentemente sembra che "ogni cosa" con cui si viene quotidianamente a contatto, soprattutto nella nostra realtà di società industrializzata, possa essere alla base di un aumentato rischio di leucemia; occorre pertanto molto equilibrio e sempre considerare che verosimilmente esistono delle predisposizioni su base genetica che inducono una maggiore sensibilizzazione all'insorgenza delle leucemie e che variano da soggetto a soggetto.


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